Dietro gli incendi a Roma “l’ombra delle mafie”: il generale dei carabinieri sull’inchiesta emergenza rifiuti

Secondo Valentino Giardina, capo del Comando tutela ambientale e transizione ecologica, "Roma, in questo momento, è interessante per capire l'evoluzione del fenomeno mafioso nel ciclo dei rifiuti e nel settore ambientale"

L'incendio di bosco e sterpaglie divampato questo pomeriggio presso il Comune di San Polo dei Cavalieri, a nord est di Roma

“Roma, in questo momento, è interessante per capire l’evoluzione del fenomeno mafioso nel ciclo dei rifiuti e nel settore ambientale. I vari processi portati avanti dai magistrati della direzione distrettuale antimafia, con il procuratore Francesco Lo Voi, stanno comprovando non solo la presenza della criminalità organizzata, ma anche gli interessi di queste realtà a massimizzare il profitto. Se nelle aree di tradizionale vocazione mafiosa come la Calabria, la Sicilia, la Campania e la Puglia, le organizzazioni si combattono tra loro per il predominio sul territorio, fuori da quei confini geografici fanno affari insieme”. Così il generale dei carabinieri Valentino Giardina, a capo del Comando tutela ambientale e transizione ecologica (ex Noe, il nucleo operativo ecologico dei Carabinieri), nell’intervista che compare sul numero di Famiglia Cristiana di domani 21 luglio, nell’ambito di un’inchiesta sull’emergenza rifiuti di Roma.

Prosegue Giardina: “Negli ultimi anni, in Italia, le nostre unità investigative hanno constatato una consolidata ingerenza della criminalità organizzata nella gestione del ciclo dei rifiuti e in quella del cemento”. L’inchiesta approfondisce le cause alla base dei numerosi incendi avvenuti nella Capitale ed esamina il “caso” del termovalorizzatore, fortemente voluto dalla giunta di Roma. Per il sindaco Gualtieri, “l’unica vera soluzione che regge nel tempo e che consente di risparmiare risorse e investire ancora di più sulla pulizia è avere i nostri impianti, non dover mandare i rifiuti in mezza Europa. Ci sentiremo soddisfatti quando Roma avrà gli impianti e sarà uno specchio”. Secondo Gualtieri il termovalorizzatore dovrebbe trattare attorno alle 600 mila tonnellate di rifiuti annui e produrre energia per 150mila famiglie.

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