Esami di maturità al via, maxi orale per oltre 500 mila studenti

"Si è cercato di salvare anche chi due anni fa non si sarebbe salvato", spiega Cristina Costarelli, preside del liceo scientifico Newton di Roma e vicepresidente dell'Associazione presidi di Roma e Lazio

Liceo scientifico J.F. Kennedy

Al via oggi gli esami di maturità per 540mila studenti. Quest’anno ammessi il 96,2% degli studenti, mentre l’anno scorso i maturandi furono graziati e fu garantita a tutti l’ammissione agli esami.

“Non abbiamo dati oggettivi ma l’impressione, rispetto a due anni fa, è che ci siano meno mancate ammissioni e numerosi debiti a settembre: si è cercato di salvare anche chi due anni fa non si sarebbe salvato”, spiega Cristina Costarelli, preside del liceo scientifico Newton di Roma e vicepresidente dell’Associazione presidi di Roma e Lazio.

Maxi orale

La prima prova verterà su un elaborato il cui argomento è stato assegnato a ciascuno studente dai Consigli di classe. Dopo la discussione dell’elaborato, il colloquio proseguirà con la discussione di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di Lingua e letteratura italiana, con l’analisi di materiali predisposti dalla commissione con trattazione di nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline.

Ci sarà spazio per l’esposizione dell’esperienza svolta nei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. La durata del colloquio sarà di circa un’ora. Peserà nella valutazione anche il curriculum dello studente che – oltre il percorso scolastico – riporta le attività legate ad altri ambiti, come sport o volontariato.

“L’ esame di maturità deve valutare tutto il percorso di un ragazzo, questo è un rito di passaggio che va affrontato”, dice il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che per il futuro non si sbilancia: “si valuterà, vediamo questo come andrà, certo i ragazzi hanno diritto ad avere un esame e ad essere valutati”.

 

 

Una maturità (quasi) normale

Dopo oltre un anno di pandemia causata dal Covid-19 i ragazzi sembrano quasi essersi abituati a questa nuova normalità, ma l’emozione e l’ansia generata dall’attesa non mancano, anzi. “Sono molto emozionata, non mi aspettavo di capitare il primo giorno, ce l’hanno detto l’altro ieri che avremmo avuto l’esame oggi, però va bene così – ha spiegato Chiara, studentessa del Liceo Classico Ennio Quirino Visconti in piazza del Collegio romano -. Non pensavo che la situazione fosse diversa, immaginavo che sarebbe stata molto simile a quella dello scorso anno, abbiamo sempre fatto alternanza tra dad e presenza, era ovvio che l’esame sarebbe stato così”. Chiara è vaccinata e come programma per l’estate, finito l’esame, ha quello di andare al mare “in barca, vado in Grecia”.

Cristina, anche lei vaccinata, si è detta abbastanza emozionata “ma anche contenta di concludere questo percorso. È stato complicato capire le modalità per l’esame nonostante siano molto simili a quelle dell’anno scorso. Le notizie erano poche, i professori non sapevano molto, quindi è stato difficile capire come fare l’esame. Un pochino mi è dispiaciuto non fare l’esame classico, ma capisco la situazione e capisco che si debba fare un esame diverso”.

Le norme anti Covid 

Attivate tutte le norme anti Covid al liceo Tacito, con la convocazione dei candidati a scaglioni. Per evitare ogni possibilità di assembramento, candidati ed eventuali accompagnatori hanno avuto disposizione di presentarsi in istituto 15 minuti prima dell’inizio della prova e attendere di essere convocati all’esterno fino ai 5 minuti prima dell’orario di convocazione. Molta emozione anche davanti al Liceo scientifico J. F. Kennedy, in via Nicola Fabrizi a Roma. Alcuni ragazzi sono stati accompagnati dai genitori, più emozionati dei figli, altri invece da gruppi di amici con esame programmato per i prossimi giorni. Alcuni raccontano di una “notte prima degli esami insonne”, altri sembrano apparentemente più tranquilli. L’istituto Kennedy ha predisposto dei gazebo esterni per i candidati e la commissione, e l’ingresso alla struttura separato dall’uscita, in modo da non creare assembramenti tra i ragazzi in attesa di entrare e quelli in uscita che si fermano qualche istante a smaltire la tensione.

 

 

 

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