Ex Penicillina, Salvini promette nuovi sgomberi in città

Area sarà presidiata e - se serve - abbattuta. In Questura 35 persone per identificazione. "In caso di irregolarità verranno espulse" dice il ministro

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini sul luogo dello sgombero dell'ex fabbrica di Penicillina a Roma

Concluse le operazioni di sgombero dell’ex fabbrica di Penicillina in via Tiburtina, dal VI Municipio promettono che l’edificio sarà presidiato. “Qualora la proprietà  – ha detto il presidente Roberto Della Casa – non darà seguito all’ordinanza se ne farà carico questa amministrazione. Con verifiche e eventuale abbattimento”.

Soddisfazione è stata espressa sui social dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, presente stamattina mentre veniva eseguito lo sgombero. Salvini ha parlato di “intervento di legalità, pulizia e sicurezza atteso da anni”, precisando che le persone ancora presenti nella struttura sono state “individuate” e  “in caso di irregolarità verranno espulse”. Ha quindi promesso “nelle prossime settimane nuovi sgomberi nella Capitale e in tante altre città italiane”.

Il ministro, come accaduto anche al segretario romano del Pd, è stato contestato da un residente al suo arrivo. “Salvini dov’eri prima? L’amianto ce lo lasci dentro?”, ha urlato. “Questo posto è così da 30 anni – ha spiegato – perché nessuno è mai venuto a controllare? Qui c’è l’amianto in polvere che ci respiriamo da 30 anni. E’ uno sgombero-farsa. Chi pagherà per questi veleni che ci respiriamo?”.

 

 

Da parte sua il Comune ha fatto sapere che il percorso per garantire l’accoglienza delle persone presenti nell’immobile dell’ex Penicillina “si è sviluppato negli ultimi mesi grazie a un lavoro integrato tra i vari livelli istituzionali e le associazioni che operano sul territorio. Un lavoro che ha consentito di incrociare i dati e le informazioni, assicurando la mappatura delle persone in condizione di maggiore fragilità e vulnerabilità”. Nei giorni scorsi 32 persone hanno accettato la presa in carico in strutture di accoglienza di Roma Capitale.

Intanto, l’associazione Medici senza frontiere ha fatto sapere che da gennaio ha visitato oltre 350 le visite effettuate nello stabile dell’ex Penicillina. Secondo quanto si è appreso, le patologie maggiormente presenti sono state infezioni cutanee, gastroenteriti e patologie respiratorie e possono essere attribuite alle condizioni di vita insalubri all’interno dello stabile ed aggravate dall’assenza di acqua corrente e servizi igienici. Sono state inoltre rilevate patologie croniche come diabete, ipertensione, insufficienza renale, cardiopatie, malattie infettive e molte vulnerabilità psicologiche. Medici senza frontiere ha effettuato anche supporto psicologico a persone con disturbi post-traumatici in quanto vittime di violenze e torture durante il percorso migratorio.

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