Fascismo: Renzi e Grillo divisi e contenti

Il Pdl che inasprisce le pene consente al Pd una sterzata a sinistra e al M5s buoni rapporti con l’elettorato di destra

PD e M5S hanno trovato un nuovo terreno di scontro sul quale alimentare le loro polemiche quotidiane. E’ la proposta di legge, primo firmatario il deputato del Pd, nonché responsabile nazionale del partito alle Riforme, Emanuele Fiano, approdata nell’aula di Montecitorio, di modifica della legge Scelba del 1952 e della legge Mancino del 1993 – ma il Pd vuole intervenire anche con il provvedimento presentato da Fiano – che introduce nel codice penale l’articolo 293-bis che inasprisce le pene attuali e, per quanto riguarda il web, le aggrava di un terzo.

 

Per quale motivo il Pd sostiene questa pdl che incontra molte obiezioni non solo tra i “nostalgici” del regime fascista, ma anche tra chi non può essere accusato di essere di destra (tra questi il presidente emerito della Corte Costituzionale, Cesare Mirabelli, e Giorgio Frassineti, il sindaco Pd di Predappio, dove Benito Mussolini è nato ed è sepolto)? Non si sbaglia di molto se si afferma che questo provvedimento viene a proposito in un momento in cui la sinistra si presenta litigiosa e frastornata. Le elezioni politiche sono oramai alle porte e Matteo Renzi, accusato fuori e dentro il partito di aver snaturato il Pd facendone una formazione di centro che punta al voto dei moderati, dà una sterzata a sinistra su un tema ideologico che poco o niente incide sulla sua linea politica.

 

Per tanti osservatori si tratta quindi di un tentativo di ricompattamento delle tante anime della sinistra. No all’ipotesi di una coalizione (almeno per il momento), ma sì al recupero dell’antifascismo che per tanto tempo ha cementato l’unione delle tante formazioni che hanno frazionato e diviso questa parte politica.

 

Contrari al provvedimento, oltre a Fratelli d’Italia-An e Lega Nord (più cauta Fi), anche e soprattutto i Cinquestelle. “Questo provvedimento – sostengono i rappresentanti del Movimento – danneggia la libertà di opinione”. Ma al di là della difesa delle idee, soprattutto se espresse sul web, anche per Beppe Grillo la battaglia contro il provvedimento Fiano ha una forte valenza politica. Non è un mistero che il M5S riscuota numerosi consensi nel bacino elettorale orfano di An (che prima della fusione con Fi nel Pdl raccoglieva il 12-13% dei voti validi). E non è un caso, ma un fatto, che nei ballottaggi che vedono opposti un candidato grillino ad uno del centrosinistra la stragrande maggioranza dell’elettorato di destra voti per il primo. Quindi per Grillo è importante mantenere buoni contatti con questo mondo che non vuole il ritorno del fascismo, ma non lo demonizza e non trova niente di male nei gadget con il ritratto di Mussolini o con altri simboli del ventennio.

 

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