Finita occupazione a La Sapienza, dal 4 novembre nuove mobilitazioni

A deciderlo gli studenti in assemblea

Tensioni tra due gruppi di studenti si sono verificate stamattina all'università La Sapienza di Roma.

E’ ufficialmente finita l’occupazione di Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma. A deciderlo una assemblea a cui oggi hanno partecipato – secondo i promotori – circa 600 persone stabilendo che il 4 novembre ci saranno “nuove mobilitazioni” nell’ateneo. Le modalità dell’iniziative previste per venerdì, è stato spiegato, non sono state ancora decise: potranno essere assemblee ma non escluso nemmeno un corteo all’interno della città universitaria. All’assemblea ”all’aperto” nel cortile della facoltà hanno partecipato esponenti di “Cambiare rotta”, l’Organizzazione Giovanile Comunista, il collettivo di Scienze Politiche, Fronte della Gioventù Comunista, il Collettivo di fabbrica della Gkn, studenti provenienti da Bologna e i Collettivi di Lettere, Filosofia, Legge e Medicina de La Sapienza.

Partendo dalle due principali richieste: dimissioni della Rettrice Polimenti perchè è mancata da parte sua “una assunzione di responsabilità” e fuori le forze dell’ordine dall’Ateno, la discussione ha affrontato i temi legati alla realtà che tutti i giorni gli studenti vivono.

“Vogliamo uscire – ha sintetizzato Zeudi del Collettivo di Scienze Politiche – dalla narrazione che noi siamo gli studenti manganellati perché noi siamo molto altro. Noi vogliamo una università in cui il merito non è inteso nella logica dell’esamificio o della corsa contro il tempo per cui è meritevole lo studente che si laurea in tempo o in anticipo, mentre lo studente che va fuoricorso è da buttare. Non è così perché c’è chi lavora per mantenersi, chi ha un apprendimento diverso, chi si trova nella sua carriera universitaria un professore pignolo che ti boccia ad un esame e ti blocca per anni. E’ lo stesso motivo per cui nella conferenza di martedì pensavamo che non si potesse parlare di un capitalismo buono, semplicemente perché il capitalismo buono non esiste…per questo sistema di competizione, ci sono studenti che si uccidono, altri che vanno in depressione”. C’è anche chi ha ricordato l’anniversario della marcia su Roma “perché è anche l’anniversario di cento anni di antifascismo” . E c’è anche chi ha ammesso che queste manganellate “sono servite per ritrovarci, per stare di nuovo tutti insieme dopo gli anni di isolamento dovuti alla pandemia”.

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