Fitch ratings ha tagliato ulteriormente il rating creditizio della Russia alla luce della crisi innescata dalle durissime sanzioni finanziarie imposte al Paese, e ha avvertito che Mosca rischia un “imminente” default sul suo debito sovrano. L’agenzia di rating ha sottratto altri sei punti al rating del Paese, portandolo ad una singola “C”, quasi sul fondo della sua scala di valutazione, appena una settimana dopo il primo downgrade a “spazzatura”. Secondo una nota di Fitch, “il rating ‘C’ riflette il giudizio di Fitch che un default del debito sovrano sia imminente”.
Anche secondo la banca d’affari statunitense Morgan Stanley la Russia fatica sempre più a onorare il proprio debito estero in conseguenza del crollo dei prezzi delle obbligazioni sovrane, e il Paese è sull’orlo di una recessione che potrebbe condurre al default entro la metà del mese di aprile. Secondo la banca “il default è lo scenario più probabile”.
In una nota pubblicata il 7 marzo, la banca sostiene che un eventuale default della Russia “sarebbe difficilmente un default ordinario, e il paragone più calzante sarebbe forse quello del Venezuela”. Morgan Stanley ipotizza che tale scenario possa concretizzarsi già il 15 aprile, alla scadenza del “periodo di grazia” di 30 giorni a disposizione del governo russo per il pagamento delle rate sul debito denominato in dollari in scadenza nel 2023 e nel 2043. Secondo Bloomberg, il valore delle obbligazioni al 2023 è scivolato a 29 centesimi sul dollaro, il più basso di sempre.