Funerali Diabolik ultrà ucciso: vince la famiglia

Trovato "accordo" famiglia-Questura. Esequie la prossima settimana. Funerali al Divino Amore ma non più di 100 presenze 16 Agosto , 21:11

ultras calcio

A nove giorni dalla morte di Fabrizio Piscitelli, l’ultras della Lazio ucciso il 7 agosto con un colpo di pistola alla testa nel parco degli Acquedotti, è stato trovato un accordo tra la sua famiglia e la Questura di Roma per svolgere i funerali.

Si terranno al santuario del Divino Amore. Ma ad una condizione; potranno partecipare – a quanto si è appreso dalla Questura – soltanto 100 persone per evitare che ci possano essere problemi di ordine pubblico.

Probabilmente le esequie saranno fissate per l’inizio della prossima settimana.

L’accordo è stato raggiunto stasera dopo un ultimo incontro in Questura con i familiari di Piscitelli, più volte ricevuti in questi giorni, dopo che era saltata martedì scorso la funzione in forma privata fissata dalla questura all’alba al cimitero Flaminio.

La proposta di celebrare le esequie al Divino Amore era stata avanzata dalla sorella di Piscitelli ieri in una lettera alle istituzioni. Il braccio di ferro era cominciato dopo la decisione del questore di Roma di vietare i funerali in forma pubblica per “motivi di ordine e sicurezza“.

Così la famiglia di Fabrizio Piscitelli, l’ex capo ultras degli Irriducibili della Lazio, ha ingaggiato una battaglia per “garantirgli l’addio che merita”. La moglie, Rita Corazza, è anche ricorsa al Tar perché riteneva il provvedimento del Questore di Roma “anticostituzionale”.

In un primo momento la famiglia avrebbe voluto allestire la camera ardente nella sede degli Irriducibili di via Amulio “perchè per lui – aveva detto la vedova – è stata una seconda casa”. E anche la sorella di Diabolik, Angela Piscitelli, in una lettera fiume indirizzata al questore, al prefetto e al ministro dell’Interno e diffusa sulle pagine social dei tifosi biancocelesti, aveva ribadito “l’intenzione di celebrare liberamente il funerale” del fratello “usando tutti gli strumenti legali a disposizione in un paese democratico”.

Ma il Tar ha respinto il ricorso della famiglia dell’ex capo degli Irriducibili ed i parenti hanno così deciso di disertare la funzione imposta alle 6 del mattino al Cimitero Flaminio dalla Questura, che dunque non si è celebrata mancando il nulla osta della famiglia.

Alla fine la famiglia ha chiesto di celebrare i funerali al Santuario del Divino Amore, proposta accettata dalla Questura ma con una partecipazione contingentata.

Resta, comunque, molto alta la preoccupazione per gli assembramenti e i disordini che potrebbero verificarsi all’esterno del Santuario. Non sono le 100 persone “accreditate”  a presenziare a sollevare inquietudini e stretta sorveglianza quanto il numero di contestatori e fedelissimi che si daranno appuntamento in concomitanza con il funerale.

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