G20: maxi emergenza, stop a tutti i ricoveri nei grandi ospedali

la Regione Lazio ha chiesto di riorganizzare la propria attività in modo da incrementare la capacità di risposta in caso di eventuali eventi maxiemergenziali.

II timore di un possibile attentato o di un numero elevato di feriti per scontri di piazza nei giorni del G20 non è stato escluso dagli esperti della Sanità. È per questo che agli ospedali della capitale la Regione Lazio ha chiesto di «riorganizzare la propria attività elettiva in modo da incrementare la capacità di risposta della rete ospedaliera in caso di eventuali eventi maxiemergenziali» e all’Ares 118 di evitare che le ambulanze restino «bloccate nei vari pronto soccorso». Lo scrive ‘’La Repubblica’’ riferendo anche delle lamentele e disagi di alcuni pazienti respinti  all’ultimo momento e di qualche medico.

E almeno tre ospedali di Roma hanno risposto sospendendo i ricoveri e gli interventi programmati già da ieri. Tutti slittati a fine G20. Succede al Gemelli, al Grassi di Ostia, al San Camillo. Una strategia messa in campo per ricavare posti letto da destinare a un eventuale incremento dei pazienti nei pronto soccorso.

Un alleggerimento per affrontare una crisi che potrebbe scoppiare per una situazione drammatica. Da ieri si accettano solo ricoverati dall’area di emergenza. L’allerta resta alta anche per le due manifestazioni di oggi: quella anti Draghi a San Giovanni e il corteo che da piazzale Ostiense arriverà alla Bocca della Verità, organizzato dai Cobas e al quale hanno aderito numerosi movimenti. Si attendono lOmila manifestanti.

Intanto non sono mancati i disagi per i pazienti degli ospedali. È accaduto a uno scrittore romano di 76 anni rimandato a casa quando era già sulla soglia del Gemelli dove era stato programmato il suo ricovero. «Appena ieri (giovedì, ndr) ero stato sottoposto al pre ricovero. Esami e cartella clínica già pronti  – racconta a Repubblica – Sono cardiopatico e avevo bisogno di controlli per alcuni scompensi». Allo scrittore, che è anche regista e cantautore, è arrivata una telefonata mentre stava per entrare in ospedale. «Una segretaria mi ha detto che tutti i ricoveri erano sospesi per il G20. Non credevo alle mie orecchie, ho attraversato tutta la città per arrivare in orario. La stessa mi ha poi comunicato che martedì devo tornare per il tampone e forse mercoledì mi ricoverano».

Critico con lo stop ai ricoveri anche qualche medico. «I pronto soccorso sono già intasati per i pazienti che non vengono assorbiti dai reparti e le ambulanze restano bloccate nelle aree di emergenza per lo stesso motivo – racconta un camice bianco -. Slittare i pochi interventi programmati non risolverà certo la situazione nel caso di una maxi emergenza». Intanto, per fronteggiare l’emergenza, alcuni ospedali stanno trovando anche nuove soluzioni.

È il caso del Grassi di Ostia che ha comunicato ai dipendenti: «Se si dovesse verificare una situazione di maxi emergenza ci si sposterà nella ex Medicina d’urgenza, al piano terra». La circolare della direzione regionale Salute è stata inviata a tutti i direttori generali e ai direttori sanitari il 26 ottobre scorso. E integra il piano sanitario presentato dall’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, in occasione del G20. Che prevede postazioni di soccorso fisse e ambulanze dedicate all’incontro tra i Grandi della terra, vicino alla Nuvola mezzi e personale anche in assetto NBCR (nucleare-biologico-chimico-radiologico)e una tenda da decontaminazione.

E, poi, tre centri tampone con personale della Asl Roma2. Proprio in uno dei centri tampone, al media center del palazzo dei Congressi, è stato scoperto il primo caso di Covid. Si tratta di una giornalista che è vaccinata con Astra Zeneca e non aveva alcun sintomo. La cronista è stata subito allontanata dal resto dei colleghi e messa in isolamento.

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