Green pass, Lamorgese: Ristoratori non chiederanno documenti ma certificato sì

Controlli a campione Ps. In 3 giorni 20 mln hanno scaricato pass

In tema di controlli, “il ristoratore deve chiedere il Green Pass, ma non spetta a lui controllare i documenti dei clienti” per cui i gestori dei locali “non sono tenuti a chiedere patente o carta d’identità. La nostra polizia amministrativa, oltre a continuare a presidiare il territorio, farà dei controlli a campione a supporto dei pubblici esercizi. Vista la confusione che c’è stata, ci sarà una circolare del Viminale per fare chiarezza”. Così la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese in un’intervista rilasciata al direttore de La Stampa Massimo Giannini nella rubrica ’30 Minuti al Massimo’ e oggi riportata sul cartaceo.

Nel corso dell’intervista Lamorgese è tornata anche sulle presunte accuse di una “dittatura sanitaria” in Italia. “Non c’è nessuna dittatura. Stiamo soltanto chiedendo, in determinati contesti, di attestare l’avvenuta vaccinazione con un documento che tutela la salute pubblica come bene primario”, ha chiarito la ministra.

Gli italiani corrono verso la normalita’ con il Green pass in tasca: sono 20 milioni i certificati verdi scaricati negli ultimi tre giorni, ovvero dalla sua effettiva introduzione per consumazioni ai tavoli di bar e ristoranti al chiuso, spettacoli, cinema, eventi sportivi e tante altre attivita’.

Con una precisazione importante: saranno si’ i titolari a dover controllare il lasciapassare, ma “non potranno chiedere la carta d’identita’ ai clienti”, spiega il ministro dell’Interno specificando che e’ in via di preparazione una circolare.

Luciana Lamorgese chiarisce con un esempio: andare al ristorante con il pass “e’ come andare al cinema e mostrare il biglietto” e “nessuno pretende che gli esercenti chiedano i documenti, i ristoratori non devono fare i poliziotti” e ci saranno “controlli a campione nei locali insieme alla polizia amministrativa”. Per il ministro “non si puo’ pensare che l’attivita’ di controllo venga svolta dalle forze di polizia. Significherebbe distoglierle dal loro compito prioritario che e’ garantire la sicurezza”. Fonti del Viminale hanno poi comunque specificato che “le forze di polizia sono pienamente impegnate per garantire il rispetto delle regole” in quanto “l’obiettivo primario e’ tutelare la salute pubblica”. Dunque, controlli serrati da parte delle forze dell’ordine anche sul lasciapassare.

Parole che rassicurano i gestori dei pubblici esercizi, ma non del tutto.

“Apprezziamo le parole del ministro ma e’ bene che si faccia chiarezza: se qualcuno esibisce un Green pass di un’altra persona e viene scoperto nei controlli a campione della polizia, un barista non puo’ esserne responsabile e rischiare a sua volta una sanzione”, sostiene il direttore generale della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe) di Confcommercio, Roberto Calugi, che chiede di “modificare la norma o almeno emanare una circolare ministeriale”. La circolare del Viminale, che sara’ diffusa nelle prossime ore, puntera’ a stabilire chi potra’ chiedere un documento di identita’ al cittadino. Non si esclude che a chiedere il documento oltre al pass possano essere – oltre ai pubblici ufficiali, come gia’ accade – i responsabili alla sicurezza (anche privata) degli eventi sportivi, spettacoli e concerti, i titolari di strutture ricettive, gli addetti al controllo nei trasporti e in strutture sanitarie. I ristoratori saranno comunque tenuti ad una verifica di “congruita’” dei dati nel pass rispetto alla persona che si ha di fronte: dunque il sesso e – anche se approssimativamente – l’eta’. Intanto la risposta del Paese all’introduzione del lasciapassare ha gia’ dato i suoi risultati.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, parla di “numero straordinario”, annunciando i venti milioni di pass scaricati negli ultimi tre giorni: “dimostra la sensibilita’ e la partecipazione dei cittadini del nostro Paese alla lotta contro il Covid”, commenta. E la ministra Gelmini aggiunge che tra le persone guarite e quelle che hanno gia’ fatto almeno la prima dose “40 milioni di italiani hanno accesso al green pass” Continuano, anche se sporadiche, le infrazioni, soprattutto tra locali che si improvvisano come sale da ballo, tuttora chiuse per decreto. Dopo lo stop dato ad alcuni locali tra Rimini, Riccione e Cattolica, scatta la chiusura – ancora a Rimini – di un’altra discoteca, la storica ‘Altromondo Studios’ a Miramare. E resta sullo sfondo il dibattito sul passaporto verde per i lavoratori e sulle possibili multe al personale scolastico. “Il sindacato sta invitando tutti i lavoratori a vaccinarsi e non abbiamo nulla di principio contro il Green pass, ma in nome di cio’ non e’ accettabile introdurre una logica punitiva e sanzionatoria nei confronti di chi lavora”, sostiene il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Per il vicesegretario Pd, Giuseppe Provenzano, “sarebbe necessario tornare ad un tavolo con le parti sociali ed eventualmente capire se c’e’ bisogno di intervento normativo qualora si vada verso un Green pass generalizzato”. E sulle mense fonti del Governo chiariscono che vale la stessa regola applicata ai ristoranti: per quelle al chiuso serve il Green pass.

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