16 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Gregoretti: Salvini prosciolto. Fari su Palermo

il processo iniziera il 15 settembre sul caso Open Arms

Catania chiude la partita. Resta aperta quella di Palermo dove il processo iniziera il 15 settembre sul caso Open Arms. Intanto, Matteo Salvini incassa il non luogo a procedere “perche’ il fatto non sussiste”: l’udienza preliminare al leader della Lega per la vicenda Gregoretti finisce dopo una camera di consiglio iniziata intorno alle 9.50 e conclusa poco dopo le 11.20: 90 minuti di tensione nell’aula bunker del carcere Bicocca di Catania che guarda all’Etna in una giornata di sole quasi estivo. Per il gup Nunzio Sarpietro l’operato del leader della Lega e’ stata una legittima conseguenza di insindacabili scelte politiche e pertanto non costituisce reato. L’ex ministro dell’Interno era accusato di sequestro di persona in ordine al trattenimento a fine luglio 2019 su nave Gregoretti della Guardia costiera di 131 migranti, a cui e’ stato impedito di sbarcare ad Augusta, in attesa di un accordo sulla redistribuzione a livello europeo. La stessa procura etnea, guidata da Carmelo Zuccaro, aveva chiesto il non luogo a procedere. Ora il gup avra’ trenta giorni di tempo per depositare l’ordinanza motivando la sua decisione. Tra i super-testimoni ascoltati l’ex premier Giuseppe Conte, gli ex ministri Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli e l’attuale ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e degli Esteri Luigi Di Maio. “Sul processo di Palermo – ha detto il leader leghista – sono assolutamente tranquillo, perche’ se non esiste sequestro a Catania, non vedo perche’ debba esistere a Palermo. Nulla e’ scontato, ma questo giudice ha approfondito, ha studiato e lavorato e si e’ preso le sue responsabilita’, altri prendono evidentemente vie piu’ comode. La giornata di oggi rende giustizia”.

Catania chiude la partita. Resta aperta quella di Palermo dove il processo iniziera il 15 settembre sul caso Open Arms. Intanto, Matteo Salvini incassa il non luogo a procedere “perche’ il fatto non sussiste”: l’udienza preliminare al leader della Lega per la vicenda Gregoretti finisce dopo una camera di consiglio iniziata intorno alle 9.50 e conclusa poco dopo le 11.20: 90 minuti di tensione nell’aula bunker del carcere Bicocca di Catania che guarda all’Etna in una giornata di sole quasi estivo. Per il gup Nunzio Sarpietro l’operato del leader della Lega e’ stata una legittima conseguenza di insindacabili scelte politiche e pertanto non costituisce reato. L’ex ministro dell’Interno era accusato di sequestro di persona in ordine al trattenimento a fine luglio 2019 su nave Gregoretti della Guardia costiera di 131 migranti, a cui e’ stato impedito di sbarcare ad Augusta, in attesa di un accordo sulla redistribuzione a livello europeo. La stessa procura etnea, guidata da Carmelo Zuccaro, aveva chiesto il non luogo a procedere. Ora il gup avra’ trenta giorni di tempo per depositare l’ordinanza motivando la sua decisione. Tra i super-testimoni ascoltati l’ex premier Giuseppe Conte, gli ex ministri Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli e l’attuale ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e degli Esteri Luigi Di Maio. “Sul processo di Palermo – ha detto il leader leghista – sono assolutamente tranquillo, perche’ se non esiste sequestro a Catania, non vedo perche’ debba esistere a Palermo. Nulla e’ scontato, ma questo giudice ha approfondito, ha studiato e lavorato e si e’ preso le sue responsabilita’, altri prendono evidentemente vie piu’ comode. La giornata di oggi rende giustizia”.

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