I lavoratori Ama a Gualtieri: “Presidiare i cassonetti, in strada anche rifiuti tossici” – VIDEO

Le aree più critiche sono a Tiburtina, Pietralata, Tor Cervara, Prati, Trionfale, tutto il quadrante Est della città (in particolare il VI municipio). Centinaia le segnalazioni di residenti, ma a protestare sono gli stessi operatori Ama che temono anche un'emergenza sanitaria

“Ora basta, stiamo trovando di tutto per strada, chiediamo al sindaco che i cassonetti vengano presidiati e raggruppati in aree dedicate”. Almeno quelli intorno ai quali la situazione è più critica. La richiesta arriva dagli operatori della municipalizzata dei rifiuti riuniti nel gruppo Lila, Laboratorio Idee lavoratori Ama.

 

 

Il piano straordinario di Gualtieri arranca – scrive Repubblica Roma – è bastato il ponte di Ognissanti e lo sciopero di lunedì per mandarlo in tilt. I rifiuti si accumulano nella vasca del Tmb di Rocca Cencia e ieri è toccato alle macchine madri, i tir che raccolgono i rifiuti, fermarsi per problemi all’olio del motore. E per strada si trova di tutto: discariche con materassi, water, vestiti ridotti in poltiglia dalla pioggia, vernici, taniche di benzina e di olio esausto e altri rifiuti tossici speciali che gli operatori Ama non possono prendere perché dovrebbero essere smaltiti da ditte specializzate.

Le aree più critiche sono a Tiburtina, Pietralata, Tor Cervara, Prati, Trionfale, tutto il quadrante Est della città (in particolare il VI municipio). Centinaia le segnalazioni di residenti, ma a protestare sono gli stessi operatori Ama che temono anche un’emergenza sanitaria: “I cassonetti sono un ricettacolo per formiche, parassiti, topi che possono entrare nelle abitazioni – spiegano da Lila – Non è più possibile per questioni igieniche e di sicurezza lasciare i cassonetti aperti h24, stiamo trovando anche rifiuti tossici pericolosi”.

Il sindaco Gualtieri e il nuovo amministratore unico pro tempore di Ama Angelo Piazza sono alla ricerca di soluzioni ma non ci sono impianti, il parco mezzi funziona solo al 40%, il personale è insufficiente. L’ipotesi che ad aiutare la municipalizzata dei rifiuti nella raccolta sia Multiservizi, (di proprietà di Ama al 51%), non piace ai sindacati: l’azienda, spiega la Cgil, deve garantire i servizi ordinari per i quali i romani pagano la Tari più alta d’Italia.

“Il tema Multiservizi non esiste, deve partecipare ai bandi – spiega il segretario regionale Cgil Natale Di Cola – la gestione della raccolta dei rifiuti deve rimanere pubblica e in mano ad Ama. Ai privati ci si può affidare tramite gare per attività straordinarie come la pulizia delle caditoie. Dal sindaco ci aspettiamo un progetto di rilancio per Ama”.

 

 

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