Il Fatto va nella Borsa “facile” e attacca bilanci Bambin Gesù

Il quotidiano Il Fatto allude a bilanci segreti dell’Ospedale Vaticano. Intanto si quota  all’AIM, evitando Consob e altri obblighi

Domenica 10 marzo sul Fatto Quotidiano compare un ampio articolo che attacca apertamente la gestione dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, riconosciuto in tutto il mondo come eccellenza sanitaria per prestazioni e ricerca.

Così nell’edizione a stampa in prima pagina: “Il Bambin Gesù: milioni pubblici, bilanci segreti” e all’interno “Bilanci segreti e strani affari: tutti i misteri del Bambin Gesù”.  Infamante titolo anche sull’edizione digitale, che però, per essere letta obbliga all’abbonamento!  Ma il danno è fatto e sui motori di ricerca rimangono e viaggiano le accuse. Tanto più che ormai  molti utenti della Rete si accontentano di leggere i titoli degli articoli lasciando alla propria interpretazione giudizi e pareri.

Chi si è  addentrato nel testo ha scoperto che i misteri del Bambin Gesù sono: 1) il passaggio da un metodo di bilancio a un altro, comunque legale; 2) la certificazione del bilancio, a cura della Deloitte, ma riservata al cda; 3) l’unica copia del bilancio completo è appannaggio della Regione per poter accedere alla convenzione; 4) l’acquisizione di un nuovo palazzo e l’immancabile consulenza della società che ha segnalato l’immobile.

Dato che è noto che i ricavi dell’Ospedale ammontano a 322,2 milioni nel 2017, di cui il 72%  proveniente da prestazioni sanitarie, il 5 % per proventi dalla ricerca, il 7 % da altri ricavi e solo il 16 % da contributi e sovvenzioni, ci chiediamo perchè mai il Bambin Gesù se gestisce e realizza operazioni nella legalità,  dovrebbe far sapere di più di quanto è già pubblico?

In nome di quale giornalismo che non è in grado di accedere o disporre di documenti comprovanti i sospetti si insinuano le accuse verso i vertici di una struttura sanitaria capace di performance eccezionali?

Il buffo della faccenda è che i giudizi accusatori risalgono a quella stessa  società (che controlla ‘’Il Fatto quotidiano’’) che fra pochi giorni si quoterà in Borsa ma, scegliendo la via più facile e permissiva che è rappresentata dal mercato  Aim Italia. Mercato studiato per le piccole società e che concede loro  notevoli facilitazioni nelle procedure e meno obblighi di documentare i risultati, rispetto ai rigidi controlli e alla piena trasparenza, vincolanti per accedere e stare nel mercato principale.

Infatti il mercato AIM Italia è regolamentato da Borsa Italiana e per questo non sottoposto alla vigilanza dell’autorità di controllo, Consob.  Così, in fase di ammissione non è richiesta la pubblicazione del prospetto informativo e successivamente non è dovuta la pubblicazione dei resoconti trimestrali di gestione.

Se ‘Il Fatto quotidiano’ ha scelto la strada di andare in Borsa senza dover rendere pubblico il prospetto informativo, ossia il documento che espone tutti i vantaggi e soprattutto i rischi dell’investimento, perché mai dovrebbe il “privato” Bambin Gesù  rendere pubblici i suoi bilanci? Due pagine del ‘Fatto’ assolutamente negative per la reputazione e trasparenza di un giornale prossimo alla quotazione.

 

 

 

 

 

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