Il Forlanini al Vaticano? I M5s si muovono per rimettere in discussione l’accordo

Nell’ex ospedale pensato negli anni ‘20 dovrebbe andare il Bambino Gesù, per lasciare la sede del Gianicolo. Ma parte della politica ed associazioni vogliono che torni alla sanità pubblica

La cessione del Forlanini al Vaticano continua a far discutere. I M5s vogliono che sia rimesso in discussione l’accordo Italia-Santa Sede, che prevede di far nascere nella ex sede dell’ospedale romano voluto negli anni ‘20 per i malati di tbc, il nuovo Bambino Gesù. Una vicenda che è stata formalizzata due anni fa, e che ora aspetta di diventare realtà.

Martedi M5S e pezzi di società civile alla Camera 

Il deputato del Movimento 5  stelle Francesco Silvestri dice:  “Cedere l’ospedale Forlanini alla Città del Vaticano significa cedere un pezzo di storia di Roma e di quello  che è stato un vanto per il Paese. Noi faremo di tutto affinché non  accada e affinché il Forlanini venga rilanciato per garantire il  diritto alla salute dei cittadini romani e dell’Italia intera”. Martedì poi è prevista alla Camera una conferenza stampa, che oltre a una serie di esponenti M5S vedrà Massimo Martelli, ex primario del Forlani; e la Presidente di Italia Nostra, Riccardo Fatarella.

L’iter per il passaggio del Forlanini al Vaticano

Difficile, oggettivamente, cambiare rotta. A novembre il decreto anticipi ha sancito il passaggio del Forlanini al Demanio, prerequisito per cedere l’area al Vaticano per far nascere il nuovo Bambino Gesù. L’ospedale pediatrico sta molto stretto nella sua attuale sede al Gianicolo, e la soluzione del Forlanini permetterebbe al nosocomio pediatrico di riunire in un’unica maga struttura le varie attività sparse per la città. Prenderebbe così  il via l’iter stabilito dall’accordo siglato nel febbraio 2024 tra il Cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Il provvedimento torna così alla luce dopo un lungo periodo di silenzio seguito alla firma. Una vicenda comunque iniziata un anno prima, appena insediatosi il governo Meloni.

Chi pagherà il passaggio del Forlanini al Vaticano?

L’intesa prevede che sia l’Inail ad acquisire inizialmente il diritto di superficie, per poi passare, a spese proprie, ai lavori di ristrutturazione del plesso ospedaliero, che ha un’estensione di 280.000 metri quadrati. Ma ci vorranno almeno cinque anni per rendere quel comprensorio un ospedale moderno, per un costo di almeno 400 milioni di euro. Ad oggi non ci sono né gli standard di sicurezza, né le strutture per rendere subito operativo il Forlanini. Inoltre, il Bambino Gesù al Gianicolo è zona extraterritoriale, e lo stesso status dovrebbe essere conferito al Forlanini. Ma per questo servirebbe un passaggio parlamentare di rango costituzionale.

La posizione dell’ex primario Massimo Martelli

Contrario alla vendita al Vaticano e favorevole al rilancio dell’ospedale per la sanità pubblica, è l’ex primario Massimo Martelli, che sul suo sito scrive: “Dopo una serie di vicissitudini legate a decisioni politiche scellerate che hanno tagliato drasticamente anno dopo anno i fondi alla Sanità Pubblica, il 30 giugno 2015 il complesso – riconvertito ad ospedale negli anni Settanta – è stato chiuso dalla Regione Lazio, per far fronte al deficit della sanità e, a tutt’oggi, non esiste alcun progetto organico da parte regionale per la sua riutilizzazione, se non alcune dichiarazioni sui mezzi di informazione dei politici di turno”. 

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