Il Forum delle Famiglie: nel Lazio abbassare le tasse

Le elezioni regionali. Per Emma Ciccarelli troppa alta l’aliquota IRPEF: "Chi andrà al governo rilanci la natalità".

“Il tema della famiglia sta entrando nella campagna elettorale, ora aspettiamo i fatti”. Emma Ciccarelli, presidente del Forum delle Famiglie del Lazio, guarda con un moderato ottimismo al prossimo governo regionale. Anche perché, aggiungiamo noi, il Lazio ha un tasso di natalità tra i più bassi d’Italia: 8,1 nati ogni mille abitanti. Per questo, chiedono le associazioni familiari, serve subito abbassare l’addizionale IRPEF.

“Abbiamo effettuato incontri con alcuni parti politiche, per la precisione con Zingaretti e Lombardi, e ora stiamo aspettando di incontrare Parisi. Insomma, vogliamo lavorare anche in questo periodo per far sì che la famiglia torni ad essere al centro delle politiche regionali”, dice Ciccarelli.

Il Forum qualche giorno fa ha lanciato il patto per la natalità, che chiede in sostanza meno tasse in base alla composizione del nucleo familiare e più servizi. “Il problema concreto che bisognerà affrontare è l’addizionale IRPEF, più alta rispetto alle altre regioni. Un’imposta che va a colpire soprattutto il ceto medio. Ci sono anche rilievi tecnici che pesano e che dunque ci dicono che l’aliquota va al più presto rivista, anche perché il disavanzo regionale è calato in modo sensibile – dice Ciccarelli – E allora questo è il momento giusto per far davvero calare le tasse”.

C’è da aggiungere che, nel Lazio, il 27,4% della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale. Il Forum delle Famiglie ribadisce che serve combattere lo spopolamento dei territori della regione, soprattutto quelli interni, dunque si riparta proprio da una politica che sostenga davvero i nuclei.

“Ecco perché  – afferma Ciccarelli – vorremmo un tavolo permanente per affrontare nella regione il tema della natalità. E non ne facciano una questione di coppie di fatto – contro famiglia tradizionale. A Roma d’altronde stanno proliferando le separazioni fittizie, perché così si ha accesso più facilmente ai servizi, ma questo è il segnale di un disagio reale”.

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