Il Papa ai poveri della Caritas: siamo tutti vulnerabili

Francesco visita l’Ostello Santa Giacinta sulla Casilina e invita i preti ad essere “pazzi d’amore”

Il Papa alla Caritas di Roma
Il Papa alla Caritas di Roma

“La vulnerabilita’ ci accomuna tutti. Tutti siamo vulnerabili. E per lavorare nella Caritas bisogna conoscere quella parola. Riconoscerla nel cuore. Venire a chiedere aiuto e dire ‘sono vulnerabile’. E aiutare bene si fa soltanto dalla propria vulnerabilita’”. Lo ha detto il Papa parlando ‘a braccio’ nel salone della Cittadella della Carita’ della Caritas di Roma, in presenza di circa 220 tra ospiti e volontari. Francesco ha visitato nel pomeriggio la struttura che sorge all’inizio della Casilina.

“E’ un incontro di ferite diverse, di debolezze diverse, ma tutti siamo deboli, tutti siamo vulnerabili – ha sottolineato il Pontefice -. Anche Dio ha voluto farsi vulnerabile per noi. E’ uno di noi, e ha sofferto: non avere casa dove nascere, ha sofferto la persecuzione, scappare in un altro Paese, migrante, ha sofferto la poverta’. Dio si e’ fatto vulnerabile, e per questo noi possiamo parlare con Gesu’, perche’ e’ uno di noi”.

E poi, il Papa, prendendo spunto dalla parola del Vangelo sul ‘locandiere stupito’ davanti al samaritano, osserva: “Io penso quel locandiere cosa avrà pensato: ‘questo è un pazzo’. Questa è la parola che vorrei dire: pazzia d’amore, pazzia d’amore, di aiutare a condividere la vulnerabilità”. Da qui il monito: “Ma questi preti, invece di rimanere in chiesa tranquilli, fanno tutto questo movimento, sono pazzi, bravi! Questo è il programma”.

Domenica, invece, il pontefice sarà a Greccio, in provincia di Rieti, per ricordare il valore del presepio.

 

 

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