Il tram continua a deragliare, “colpa delle foglie”. Patané lancia task force per monitoraggio rotaie

Il neo assessore ai Trasporti scrive ad Atac, Ama e dipartimento Simu. L'intervento dovrebbe partire da via Induno, dove si sono registrati tre episodi di deragliamento in quattro giorni

Foto di repertorio di un tram a Roma

Le caditoie ostruite, la strada a brandelli che si allaga, le foglie e i detriti che galleggiano e che finiscono poi sui binari provocano “svii” e bloccano i tram. A scriverlo è il dorso locale di Repubblica, secondo cui il responso sarebbe risultato da un sopralluogo d’urgenza in via Induno, a Trastevere, dove si è registrato il terzo deragliamento del tram 3 nel giro di quattro giorni.

Un’altra tragedia sfiorata – non si sono mai registrati feriti – che ha indotto il neo assessore comunale ai Trasporti, Eugenio Patané ad andare sul posto con Atac e dipartimento Simu: a provocare l’incidente su via Induno, come anche lo stop del tram 8 in salita sui binari della circonvallazione Gianicolense, sono foglie e detriti non raccolti, di cui si dovrebbe occupare Ama, e che a ogni acquazzone prima sguazzano da una parte all’altra delle strade allagate e poi si vanno a incastrare tra le rotaie.

Per questo – continua Repubblica – firmata da Patanè, sta per partire una lettera indirizzata ad Atac, Ama e dipartimento Simu per l’avvio di una task force: riuniti al tavolo, dovranno monitorare costantemente lo stato della pulizia delle rotaie e la condizione di strade e caditoie su tutta la linea tranviaria, in particolare sui punti sensibili individuati dall’agenzia capitolina dei trasporti. Ma sul tavolo del dipartimento Mobilità, rivelano fonti comunali, ci sarebbero già ipotesi di piani per una manutenzione straordinaria dei binari, quantomeno nei chilometri, sui circa 40 totali, che non vengono toccati da tempo immemore.

Un intervento urgente che dovrebbe partire proprio da via Induno, dove si sono registrati i tre episodi di deragliamento: il primo risale all’8 novembre, i passeggeri sono scesi sotto al diluvio e pulire” poi si sono incamminati a piedi. Ci sono volute due ore per ripristinare la linea, senza contare i disagi al traffico e le limitazioni per i bus che transitano per quel tratto, il 44 e il 75. Stessa scena, il 10 novembre: a uscire fuori dai binari per oltre 50 centimetri è stata la carrozza posteriore. La linea, di nuovo, è stata interrotta tra Piramide e la stazione Trastevere per consentire le operazioni di ripristino dellalinea: nessuna persona è rimasta, fortunatamente, coinvolta nell’incidente. Ieri il terzo episodio: erano le 6:23 quando InfoAtac, il profilo Twitter dell’azienda capitolina dei trasporti, ha annunciato l’ennesimo “guasto tecnico”. E ancora un’altra volta tram limitato per due ore, deviazioni per i bus, polizia locale sul posto, pulizia straordinaria da parte di Atac e dipartimento Simu e “forti ritardi” per l’8, i cui binari corrono proprio lì accanto, lungo viale Trastevere.

Intanto sulla svolta “incriminata” di via Induno i tram continueranno a circolare a passo d’uomo, 5 chilometri orari, anche se secondo gli addetti alla guida “l’unico modo per garantire la sicurezza dei passeggeri” sarebbe 2sospendere la linea e sostituirla con le navette”. Una soluzione che, però, agli utenti che ogni giorno sfruttano quel tram per muoversi da una parte all’altra della città non piace.

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