In centro nuove regole per i tavolini di bar e ristoranti

Il I Municipio vuole modificare i piani di massima occupabilità, con la partecipazione di commercianti e cittadini. Giovedì si vota la risoluzione

Il I Municipio vuole mettere mano ai piani di massima occupabilità, quello strumento che dal 2008 a oggi sarebbe dovuto servire a frenare il fenomeno del tavolino selvaggio. Lo scrive oggi la pagina romana del Corriere della Sera.

La prima firmataria della risoluzione (che sarà messa al voto giovedì) è la capogruppo del Pd, Sara Lilli. Che ha spiegato che l’intenzione è quella di modificare per apportare delle migliorie e non di abolire i piani.

Alle modifiche, inoltre, potranno partecipare (pare da protagonisti) i diretti interessati (ossia i ristoratori) che pagano al Comune (dal centro alla periferia) 78 centesimi al giorno a metro quadro.

La notizia ha suscito le reazioni opposte di commercianti e residenti: i primi chiedono “regole non penalizzanti per la categoria”; mentre i secondi sono preoccupato da “movida e tavoli selvaggi”.

In pratica, dal Pd fanno sapere di essere a favore dell’approvazione dei piani già esistenti ma di volerli integrare con nuove istanze partecipative. Una scelta, racconta il Corsera, che semina molti dubbi sulla sua effettiva riuscita in tempi brevi vista la complessità della materia. Un’idea condivisa dall’opposizione che a sua volta ha presentato una mozione (con firma anche dei Cinque Stelle) che “chiede nuovi criteri guida per i piani di massima occupabilità”.

Intanto, indagando sulla cosiddetta “affittopili” romana, gli inquirenti hanno scoperto quaranta locali (tra pub, ristoranti, circoli e trattorie) che non hanno mai pagato l’occupazione del suolo pubblico.

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