Incendio a Ciampino: allarme diossina, livello supera di 123 volte i limiti consentiti

Bruciore alla gola, tosse e occhi rossi, i sintomi più frequenti che hanno costretto gli abitanti a proteggersi con le mascherine e a seguire alcune raccomandazioni suggerite dalla Conferenza dei sindaci dell'Asl Roma 6

II fuoco è ancora vivo sotto le montagne di rifiuti accatastati nell’area dell’impianto di stoccaggio e trasferenza Eco Logica 2000, a Ciampino, carbonizzato dal maxi rogo scoppiato sabato mattina. Dopo oltre 48 ore – scrive il Corriere della Sera –  le fiamme non danno tregua ai soccorritori e una nube di fumo intensa si è spinta verso ovest, sorvolando Santa Maria delle Mole, frazione più a ridosso, insieme a Cava dei Selci, al sito di via Enzo Ferrari, posto sotto sequestro dalla procura di Velletri che ha aperto un fascicolo per incendio colposo. Un procedimento contro ignoti mentre gli investigatori hanno avviato i primi accertamenti a carico della ditta.

Ieri mattina – spiega il Corriere – nell’area di stoccaggio hanno eseguito i primi accertamenti anche gli uomini del Noe, Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, ora incaricati delle indagini. Mentre i vigili urbani del comune hanno avviato i primi accertamenti. Proprio nella sede dove sono divampate le fiamme, i caschi bianchi le scorse settimane avevano notificato una multa per eccedenza di materiale da smaltire. E proprio su questo punto si stanno concentrando i controlli: per procedere con l’inchiesta, e stabilire le cause del rogo, sarà necessario stabilire se il materiale in attesa di essere smaltito era quanto consentito dalla Citta Metropolitana nel 2016. Le indagini puntano dunque ai sistemi di sicurezza dell’impianto. Non solo: quando l’area sarà messa in sicurezza, gli investigatori potranno accedere al capannone principale da dove si sarebbe accesa la prima miccia nelle vicinanze di un nastro trasportatore.

I RILIEVI DELL’ARIA

Per i vigili del fuoco dunque è stata un’altra notte intensa, trascorsa a “smassare” i cumuli di spazzatura, colmi di mobili, elettrodomestici, plastica e pannelli metafìici, un’attività preliminare per bonificare il resto del terreno. Mentre ieri nel tardo pomeriggio sono arrivati i primi dati di Arpa Lazio, relativi a uno dei due campionatori posizionati nei dintorni dell’impianto, sulla presenza di sostanze inquinanti derivanti dalla combustione. “Il valore del campione – si legge nella nota è superiore al valore di riferimento”. Nello specifico per quanto riguarda la diossina: su un valore di 0,1 il campione ha rilevato valori superiori fino a 37, pari a 123 volte oltre i limiti consentiti. Tuttavia, il riferimento è del nitro posizionato a ridosso dell’impianto e per avere dei dati di riferimento certi è necessario attendere i risultati sui campioni rilevati nelle ultime 24 ore. Resta comunque alta l’allerta dei residenti per la nube tossica che fin dall’inizio ha fatto temere la diffusione di diossina. Bruciore alla gola, tosse e occhi rossi, i sintomi più frequenti che hanno costretto gli abitanti a proteggersi con le mascherine e a seguire alcune raccomandazioni suggerite dalla Conferenza dei sindaci dell’Asl Roma 6.

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