Roma si conferma tra le città europee più pericolose quando parliamo di guida automobilistica. E allora un cartello di una quindicina di associazioni ha deciso di lanciare una petizione per imporre sulle auto il limitatore di velocità obbligatorio (Isa).
D’altronde, i dati sono a di poco preoccupanti. Lo scorso anno il numero delle vittime è salito a 153 contro i 140 del 2017 a Roma e provincia, senza contare le persone decedute dopo essere state ricoverate in ospedale per gravi ferite riportate in incidenti stradali.
Di rilievo anche il numero dei decessi tra i pedoni, ovvero 54 morti, una statistica che rivela come i pedoni, purtroppo, non siano considerati dagli automobilisti, e questo ancor di più sulle strisce. E il 2019 è iniziato in modo pessimo: due incidenti mortali sono stati registrati il 4 gennaio.
Le quindici associazioni che hanno lanciato una campagna per il limitatore di velocità obbligatorio affermano che “la campagna per il limitatore obbligatorio di velocità è stata avviata in Italia nel 2015 e denominata ’Un filo di sicurezza’ con l’obiettivo di fronteggiare la velocità come principale causa dei sinistri stradali e fattore che ne determina la gravità. La versione in oggetto è ‘Closed Isa’ nella funzione disattivabile solo in caso di emergenza.
Per i promotori della campagna “è quantomai necessario l’intervento delle istituzioni per adottare con urgenza uno strumento così decisivo per l’incolumità degli utenti della strada e di semplice applicazione, le cosiddette scatole nere, dispositivi che utilizzano la stessa tecnologia di ISA, sono ormai installate su quasi sei milioni di autoveicoli in Italia”.