La Consulta boccia il Piano paesaggistico del Lazio

“Le Regioni non possono fare da sole ma devono coinvolgere MiBact”, ha motivato la Corte. Ma la Regione fa sapere che “c’è nuovo accordo con ministero”

Nella pianificazione paesaggistica, le Regioni non possono fare da sole ma devono coinvolgere il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBact). In particolare, nel procedimento di formazione del piano regionale, è necessario un confronto costante, paritario e leale tra Regione e Stato in funzione di un’intesa di carattere generale che assicuri una tutela unitaria del paesaggio. È quanto ha stabilito la Corte costituzionale annullando di fatto il Piano Paesaggistico della Regione Lazio.

La condotta della Regione è stata ritenuta dalla Corte costituzionale in contrasto con il principio della leale collaborazione. “Prendiamo atto della pronuncia della Consultaanche se lascia perplessi il fatto che il Consiglio regionale venga considerato un organo di ratifica di un’intesa fra la Giunta e il Mibact”, la replica della Regione Lazio che assicura in ogni caso che “la Giunta regionale e il Ministero hanno già raggiunto un nuovo accordo sul Ptpr, che è stato sottoscritto lo scorso luglio ed è già stato inviato all’esame del Consiglio: la Regione, quindi, è pronta a completare la procedura di approvazione di un Piano paesaggistico territoriale atteso nel Lazio da oltre 20 anni”.

 

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