La mossa di Durigon su Mussolini per rosicchiare voti a Fdi e M5s

La proposta del sottosegretario all’Economia pensata per rafforzare la Lega a Latina, territorio dove la destra trionfa. Nella Lega c’è la paura che Meloni stacchi Salvini

Claudio Durigon
Claudio Durigon, dal profilo Fb

Difficile pensare che il sottosegretario Durigon pensi davvero che Arnaldo Mussolini abbia più meriti di Falcone e Borsellino, tanto da dedicargli una piazza di Latina. Sembra più che altro un tentativo per rosicchiare voti all’estrema destra in un territorio, il Sud del Lazio, in cui ora trionfa Fratelli d’Italia, mentre in passato a dominare è stato il Movimento sociale italiano (MSI). 

A Latina nel 2018 fu eletta nel collegio uninominale Giorgia Meloni, col 42% dei voti, sostenuta da tutta la coalizione di centro destra. Seppur il primo partito fu il M5s col 35% dei consensi, seguito dalla Lega col 18%. All’epoca Fdi ottenne poco più dell’8% dei voti. Ora invece la Lega teme il sorpasso del partito di Meloni, e dunque tenta la carta Mussolini. Inoltre, c’è da agganciare una parte dell’elettorato del M5s, partito in vistoso calo a Latina. E ad oggi, la destra è all’opposizione al comune di Latina.

Latina negli anni dal ‘93 al 2002 fu governato Aimone Finestra, uomo da sempre vicinissimo a Mussolini. A diciotto anni infatti parte volontario per la guerra con il Battaglione Giovanile Littoria, per poi combattere sui Balcani per difendere la città di Zara dai partigiani comunisti di Tito. Dopo la caduta del Fascismo aderisce alla Repubblica Sociale Italiana e combatte contro le truppe angloamericane. Dopo la guerra viene catturato e processato, e il pubblico ministero Oscar Luigi Scalfaro chiede la condanna a morte, ma successivamente la pena viene ridotta. Una volta approvata l’amnistia per la pacificazione nazionale. anche Finestra viene liberato.

Anche a Latina sono in pochi ad avere ben chiara La figura di Arnaldo Mussolini, fratello di Benito. Un uomo cgd non sembra aver influito molto sulle sorti dell’Italia e tanto meno su quelle del Fascismo. Giornalista per la Domenica dell’Agricoltore e la Rivista illustrata del Popolo d’Italia, ebbe un ruolo importante nel riavvicinare i rapporti tra il regime e la Santa Sede. Morì a 46 per un attacco cardiaco.

 

Durigon, diploma in ragioneria, ex operaio della Pfizer, è stato vicesegretario del sindacato Ugl dal 2014 al 2018. Non ha fatto mai mistero di essere simpatizzante della destra, ma davvero pensa di mettere sullo stesso piano Falcone e Borsellino con Arnaldo Mussolini? Ora la piazza di Latina è intitolata ai due magistrati martiri nella lotta alla mafia, e anche nella stessa Latina in tanti non capiscono la necessità di dedicarla al fratello del Duce. Lo stesso sindaco Damiano Coletta, eletto nella lista Latinabenecomune, ha definito il messaggio di Durigon pericoloso.

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