L’Aquila ricorda a 11 anni dal terremoto

Mattarella, "i cittadini hanno diritto alla rinascita della loro città"

Nessuna fiaccolata, ma 309 rintocchi per ricordare le vittime del terremoto de L’Aquila. Una breve ma intensa cerimonia per l’undicesima commemorazione delle vittime del sisma 2009 si è tenuta questa notte nella città abruzzese. Un momento inevitabilmente condizionato dalla restrizioni legate all’emergenza coronavirus, che non ha consentito lo svolgimento della fiaccolata come accaduto negli anni scorsi. Come 11 anni fa, si ripete la circostanza per cui il 5 aprile cade nella domenica delle Palme, e il 6 di lunedì. Il comune de L’Aquila ha deciso sostituire il rito collettivo della fiaccolata attraverso l’illuminazione del centro storico con installazioni posizionate in alcuni luoghi simbolo della tragedia del 2009 – via XX Settembre, Casa dello Studente, Piazzale Paoli, via D’Annunzio e Convitto, resi tristemente noti dalla furia distruttrice del sisma. Un fascio di luce azzurra, inoltre, simbolo di speranza, è stato proiettato verso il cielo e ha illuminato piazza Duomo, luogo di svolgimento della breve celebrazione.

Qui il sindaco ha letto il messaggio con cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto testimoniare “i sentimenti di sostegno e vicinanza alle popolazioni colpite dal sisma”. Alle 3:32, orario del tragico terremoto del 6 aprile 2009, hanno poi suonato 309 rintocchi dal campanile della chiesa in memoria delle vittime. “Il ricordo della notte del 6 aprile di undici anni or sono – scrive Mattarella – è impresso con caratteri indelebili nelle menti e nei cuori dei cittadini de L’Aquila e di tutti gli italiani. Un terribile terremoto portò morte e devastazioni, gettò numerose famiglie nella sofferenza e talvolta nella disperazione, rese inaccessibili abitazioni, edifici, strade, costringendo a un percorso fortemente impegnativo, prima di sopravvivenza, poi di ricostruzione”.

“Nel giorno dell’anniversario – continua Mattarella – desidero rinnovare i sentimenti di vicinanza e solidarietà a tutti gli aquilani, a quanti nei paesi e nei borghi limitrofi hanno condiviso sia quei momenti tragici sia gli affanni della ripartenza, ai nostri concittadini di numerosi altri territori del centro Italia che, nel breve volgere di pochi anni, si sono trovati a vivere drammi analoghi e ora sono impegnati, come a L’Aquila, per restituire a se stessi e all’Italia la pienezza della vita sociale e i valori che provengono dalla loro storia”.

“La ricorrenza di quest’anno – si legge ancora nel messaggio inviato dal capo dello Stato – si celebra in un contesto eccezionale, determinato da una pericolosa pandemia che siamo chiamati a fronteggiare con tutta la capacità, la responsabilità, la solidarietà di cui siamo capaci. Un’emergenza nazionale e globale si è sovrapposta a quell’itinerario di ricostruzione che gli aquilani stanno percorrendo, che ha già prodotto risultati importanti ma che richiede ancora dedizione, tenacia e lavoro”.

“La ricostruzione de L’Aquila – conclude il presidente della Repubblica – resta una priorità e un impegno inderogabile per la Repubblica. I cittadini hanno diritto al compimento delle opere in cantiere, al ritorno completo e libero della vita di comunità, alla piena rinascita della loro città. Di fronte agli ostacoli più ardui possiamo avere momenti di difficoltà ma l’Italia dispone di energia, di resilienza e di una volontà di futuro che ha radici antiche e che, nei passaggi più difficili della nostra storia, è sempre stata sostenuta da una convinta unità del popolo italiano. Oggi questo senso di solidarietà e di condivisione rappresenta un patrimonio prezioso a cui attingere per superare l’emergenza di questi giorni”.

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