Suor Serafina doveva aspettare sei mesi per una visita geriatrica ma grazie anche all’intervento del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il caso di malasanità ha avuto un lieto fine e la religiosa ha potuto effettuare il controllo medico di cui aveva bisogno.
La storia “è il simbolo del sistema che sto combattendo: una sanità in tilt”, ribadisce lo stesso Rocca. La vicenda ha come protagonista una religiosa romana di 110 anni, tra le donne più anziane d’Italia. Suor Serafina necessita di una visita geriatrica per avere un quadro generale delle sue condizioni di salute. L’anziana religiosa ha prenotato una visita medica con il servizio sanitario regionale, ma si è vista fissare il primo appuntamento utile per il 28 novembre 2023 presso la Asl di Latina, un ambulatorio di cure primarie. L’associazione Giustitalia della quale la religiosa è socia onoraria fa notare che “fissare un appuntamento medico ad una donna di 110 anni compiuti a distanza di ben sei mesi dalla richiesta è chiaro ed incontrovertibile elemento sintomatologico di un sistema sanitario regionale che non funziona”.
L’alternativa? Prenotare una visita medica geriatrica a domicilio in regime privato a un costo di circa 280 euro. L’associazione Giustitalia si è offerta di aiutare la suora, così come il presidente Rocca che si è interessato della vicenda “con commozione e preoccupazione”.
La storia di Suor Serafina “è il simbolo del sistema che sto combattendo con tutte le mie energie e che mi indigna e imbarazza – scrive su Facebook il presidente Rocca -. Tecnicamente la sua prenotazione rispetta criteri stabiliti dal ‘sistema’. Ed è proprio questo sistema (e spesso l’assenza di esso) che sto riformando nel profondo, a partire dall’aspetto umano e di dignità della persona. Un sistema in tilt, frutto negli ultimi decenni di mal governo della sanità laziale e che mi porta, innanzitutto, a chiedere scusa a Suor Serafina, non solo a nome mio, ma di tutta la giunta della Regione Lazio – sottolinea il presidente -. Deve finire questa meccanica zoppa e alienante fatta solo di numeri, di ritardi, di disorganizzazione e caos. È una malattia grave, allo stadio terminale, quella della sanità laziale. Non avrò pace finché questo non avverrà. Ci ho messo la faccia e andrò fino in fondo”. Rocca conferma che “Suor Serafina ha avuto la sua visita geriatrica. Questo è il mio impegno (amaro) a tampone del vuoto”. Per colmare questo vuoto “non bastano la razionalizzazione e la programmazione, il vuoto in questione va curato innanzitutto con la ricerca dell’umanità. Grazie cara Sorella per averci, con la sua vicissitudine, scosso – se possibile – ancora di più. Perché per una Suor Serafina che riesce a far sentire la sua voce, in tanti non riescono e vivono percorsi disumanizzanti e indegni di una società che vuol definirsi civile”, conclude Rocca.