Mafia a Roma, Buzzi: “Con Alemanno ho perso soldi”

Le dichiarazioni del testimone: "Il fatturato scese da 8 a 3 milioni. Avevamo dalla nostra parte Franco Panzironi ma Alemanno non era da considerarsi “comprato”"

“Con l’arrivo di Alemanno in Campidoglio il nostro fatturato è sceso di 5 milioni, passando da 8 a 3 milioni e per questo scendemmo in piazza con le cooperative contro la nuova amministrazione capitolina. Prima di Alemanno noi eravamo i pretoriani dell’amministrazione, poi con lui sindaco la situazione cambiò”.

E’ quanto ha affermato in videoconferenza dal carcere di Tolmezzo, Salvatore Buzzi, sentito come testimone nel processo, uno dei filoni di Mafia Capitale, che vede imputato l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno accusato di corruzione e finanziamento illecito. Buzzi, citato come teste dalla difesa Alemanno, ha ricostruito i suoi rapporti con le varie amministrazioni comunali che si sono succedute a Roma.

“Nell’intercettazione – ha aggiunto – in cui mi si sente dire che con Alemanno sindaco ‘eravamo a cavallo’ mi riferivo al contorno, non a lui direttamente, perché avevamo dalla nostra parte Franco Panzironi, ex direttore generale di Ama, che era corrotto, il quale mi obbligò a fare finanziamenti alla fondazione di Alemanno, sempre tramite altre cooperative, mai direttamente con la 29 giugno. Le tangenti le davo a Panzironi ma Alemanno non era da considerarsi ‘comprato, lui lo avrò incontrato 1 o 2 volte”.

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