Malamovida: i comitati di quartiere chiedono di essere ricevuti dal Prefetto

Assemblea di ieri a Piazza Bologna dei 29 comitati cittadini per sollecitare intervento autorità invocando il risèetto dei regolamenti

“Se domani ( oggi n.d.r.) succede qualcosa di veramente grave non piangiamo lacrime di coccodrilìo, la gente è esasperata. È legittimo vivere?”, grida il consigliere comunale dem Orlando Corsetti. Applausi. L’accusa scalda i 300 aderenti ai 29 comitati cittadini che ieri al tramonto si sono radunati in piazza Bologna per dire “no alla malamovida”. Lo riferisce ‘La Repubblica’ rilevando che i cartelli di protesta evidenziano gli articoli del regolamento di polizia urbana che vieta i bivacchi, gli schiamazzi, la vendita di alcolici fuori orario.

I cittadini invocano “l’applicazione delle norme vigenti – dicono – che sono le migliori d’Italia”. Hanno scritto una lettera al prefetto, al questore, al comandante della polizia locale per chiedere di essere un ricevuti al Comitato per l’ordine e la sicurezza, in maniera tale – aggiunge Corsetti – da poter rappresentare le problematiche dei territori.

“Ci dispiace – rileva a ‘La Repubblica’ la presidente del comitato Vivere Trastevere Dina Nascetti – che non si possa avere un rapporto civile tra residenti ed esercenti. Siamo rammaricati che le autorità non abbiano voluto partecipare a questa assemblea». Accanto a Corsetti ci sono la presidente del municipio II Francesca Del Bello e l’assessore all’Ambiente Riño Fabiano, i consiglieri del municipio I Stefano Marin e Nathalie Nairn.

I giovani democratici del municipio II assistono in un angolo: “I giovani non possono essere considerati come dei pazzi criminali – ragiona Thomas Osbom – per la maggior parte sono studenti universitari e come tali andrebbero rispettati. C’è stato un anno per costruire alternative in grado di limitare i problemi della movida, nessuno ha fatto nulla”.

Così i residenti fuori Porta Tiburtina sono costretti a esporre un lungo striscione: «San Lorenzo, meno quarantena più circo». Katia Pace racconta: “Lo scenario è peggiorato, tra atti vandalici e alcolismo giovanile stiamo messi come prima della morte di Désirée”. L’accusa è diretta al municipio II. Nicola Barone, il presidente del comitato Rione Monti, ha scritto la Carta dei diritti dei residenti (comprende il diritto al riposo, al decoro, alla sicurezza, alla mobilità) “che a settembre presenteremo alla città sulla piazza del Campidoglio”.

Intanto i Radicali stanno raccogliendo le firme per presentare una norma di iniziativa popolare “che istituisca il sindaco della notte – spiega il segretario romano Nicola Barone – ma in piazza non ci hanno fatto parlare”.

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