«Omicidio colposo plurimo». È questa l’ipotesi di reato formulata dalla Procura di Roma nell’inchiesta aperta sulla morte dei cinque italiani deceduti durante un’immersione nelle acque di Alimathà, nell’arcipelago delle Maldive.
I magistrati di piazzale Clodio hanno già avviato le prime attività investigative dopo aver ricevuto una relazione preliminare dall’ambasciata italiana. L’obiettivo è ricostruire con precisione quanto accaduto durante la discesa oltre i sessanta metri nella cosiddetta “Grotta degli squali” e verificare eventuali responsabilità nell’organizzazione dell’immersione.
La Procura attende il rientro in Italia delle salme per disporre gli esami autoptici. Intanto è già arrivato il corpo di Gianluca Benedetti, il primo dei dispersi recuperato dai soccorritori.
Uno degli aspetti su cui si concentrano gli investigatori riguarda le bombole utilizzate durante l’immersione. Nell’attrezzatura di Benedetti sarebbe stato trovato un livello molto basso di ossigeno, elemento che potrebbe indicare un tentativo disperato dei sub di uscire dalla grotta e raggiungere la superficie.
Gli inquirenti analizzeranno inoltre tutto il materiale sequestrato dalle autorità locali: bombole, attrezzature tecniche, telecamere GoPro e i computer subacquei che registrano profondità, tempi e modalità dell’immersione.
Parallelamente proseguiranno gli accertamenti testimoniali. La Procura italiana potrebbe ascoltare i venti connazionali presenti sulla safari boat “Duke of York”, rientrati domenica sera a Malpensa.
I magistrati valutano inoltre una rogatoria internazionale per ottenere gli atti dell’indagine avviata a Malé.
Secondo quanto emerge dalle verifiche locali, sarebbero in corso controlli sulle autorizzazioni necessarie per l’immersione. I cinque sub avrebbero avuto permessi per attività di ricerca, ma non risulterebbe il via libera specifico per la discesa nella grotta. Inoltre, nella documentazione mancherebbero due nominativi dei partecipanti.
La normativa maldiviana limita infatti le immersioni ricreative ai 30 metri di profondità, mentre discese oltre questo limite sono consentite soltanto per finalità scientifiche autorizzate.