La comunità ucraina in piazza a Roma a quattro anni dall’inizio della guerra

Manifestazione a piazza dell’Esquilino: difendere l’Ucaina è difendere l’Europa

Gli ucraini in piazza a Roma
Gli ucraini in piazza a Roma

Piazza dell’Esquilino è tornata a tingersi di giallo e blu. In occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala (e a dodici anni dall’inizio delle ostilità nel 2014), la comunità ucraina ha indetto il Corteo per l’Ucraina, un momento di mobilitazione collettiva per non dimenticare una ferita ancora aperta nel cuore dell’Europa. Circa 300 persone in piazza, con bandiere e striscioni per chiedere che il mondo fermi la Russia .

Un decennio di resistenza dell’Ucraina

Il comunicato degli organizzatori traccia un bilancio drammatico: dodici anni di guerra che hanno visto il susseguirsi di crimini contro l’umanità, deportazioni di minori e la cancellazione di intere città. Eppure, tra le macerie, emerge con forza la resilienza di un popolo che non ha mai smesso di lottare per la propria autodeterminazione.

Ucraini in piazza a Roma all’Esquilimo

L’appello: “Difendere l’Ucraina significa difendere l’Europa”

La manifestazione non è solo un atto di memoria, ma un preciso appello politico. Oles Horodetskyy, presidente dell’Associazione Cristiana degli Ucraini in Italia, ha invitato le forze politiche italiane a schierarsi apertamente. Horodetskyy ha sottolineato: “La posizione dell’Italia sull’aggressione russa è sempre stata coerente e corrisponde nei fatti ai valori democratici che dichiara di perseguire. Rinnovo il mio ringraziamento al governo di Giorgia Meloni, così come ad alcuni partiti dell’opposizione, Azione, Italia Viva e parte del Pd, che si sono sempre schierati in favore dell’aggredito”. 

Circa due milioni di morti nella guerra Russia-Ucraina

Il bilancio della guerra è drammatico. Secondo il Center for Strategic and International Studies (Csis) di Washington, al ritmo attuale il totale combinato delle perdite militari dei due eserciti — tra morti, feriti e dispersi — potrebbe avvicinarsi ai 2 milioni entro la prossima primavera. E purtroppo non c’è nulla che faccia pensare a una pace o ad almeno una tregua.

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