Manifestazioni: dopo la direttiva Lamorgese a Roma vietata piazza del Popolo

Ma si potrebbe autorizzare il Circo Massimo, più facilmente controllabile, dove domani è prevista una protesta contro il certificato verde

Manifestazione a Roma contro i green pass, folla tenta l'assalto a Montecitorio (9 ottobre 2021)

Debutteranno nel  weekend le strade e piazze ‘no-no pass’. Zone “sensibili” delle città – come il quadrilatero della moda a Milano o piazza del Popolo a Roma – che saranno interdette alle manifestazioni di ogni tipo, non solo quelle contro le misure governative sul Covid, secondo quanto indicato ai prefetti dalla direttiva firmata ieri sera dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

A Roma tra le aree da tutelare c’è piazza del Popolo, mentre si potrebbe autorizzare il Circo Massimo, più facilmente controllabile, dove domani è prevista una protesta contro il certificato verde.

Sul piede di guerra i promotori delle proteste, che parlano di “restrizioni illegittime”. Critico anche il segretario della Lega Matteo Salvini: “più che vietare i cortei preferirei un ministro dell’Interno che vietasse gli sbarchi”. Mentre la leader di FdI, Giorgia Meloni, sostiene che “il diritto di manifestare debba essere sempre garantito: le regole valgano per tutti, anche quando si ammassano migliaia di persone per manifestare per il ddl Zan”.

Il pm milanese Alberto Nobili, segnala intanto nelle mobilitazioni la forte presenza anarchica che tenta di inglobare i no vax, facendo proselitismo. In tutto il Paese, tra ieri e oggi, riunioni dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica convocate dai prefetti per valutare – insieme ai sindaci – le aree delle città “di particolare interesse per l’ordinato svolgimento della vita della comunità, che potranno essere oggetto di temporanea interdizione allo svolgimento di manifestazioni”.

Non ci sarà il divieto assoluto, manifestare sarà ancora consentito, ma i questori potranno ad esempio imporre un sit-in invece di un corteo oppure prevedere percorsi idonei che non impattino con aree sensibili e zone dello shopping, particolarmente affollate nei fine settimana che si avvicinano alle festività. Ecco così che, ad esempio, il Comitato sicurezza di Gorizia ha stabilito che il corteo ‘no green pass’ in programma sabato potrà svolgersi per soli 200 metri, dalla stazione al parco della Rimembranza.

A Padova niente cortei – è la decisione del Comitato – nel centro storico, mentre il sindaco Sergio Giordani ha firmato un’ordinanza che impone per le manifestazioni l’obbligo di mascherina e il distanziamento. A Trieste il prefetto aveva già vietato nei giorni scorsi la concessione di piazza Unità d’Italia. A Genova per ora non ci saranno piazze proibite, ma in caso di corteo gli organizzatori dovranno trovare ogni volta percorsi alternativi a quelli precedenti per non danneggiare le attività economiche e la vita dei cittadini. A Milano – città particolarmente segnata dai cortei del sabato pomeriggio dei ‘no pass’ – il Comitato provinciale si riunirà oggi. Il sindaco Giuseppe Sala si è detto “preoccupato. Sarà un po’ un sabato della verità e vediamo se le regole vengono fatte rispettare, come io mi auguro”. Tra le opzioni sul tavolo c’è quella di preservare il ‘quadrilatero della moda’.

A Napoli riunione domani per decidere. Domani nel capoluogo campano è in programma l’ormai tradizionale presidio in piazza Dante dei ‘no pass’ mentre i disoccupati del ‘Movimento 7 novembre’ hanno annunciato un corteo, con partenza alle 14 da piazza Garibaldi, che dovrebbe concludersi proprio nei pressi della Prefettura. A Cagliari l’iniziativa ‘no green pass’ in piazza Garibaldi è stata autorizzata ma, ha spiegato il prefetto Gianfranco Tomao, sarà oggetto di attenti controlli per evitare assembramenti o problemi. Anche ad Aosta – dove non ci sono mai stati disordini – il Comitato ha dato l’ok al corteo di sabato. A Pistoia autorizzate solo le manifestazioni statiche, nel rispetto delle disposizioni sulla salute e distanziamento.

Il giro di vite sulle piazze non è stato ovviamente gradito da chi da mesi le occupa per contestare i provvedimenti del Governo. Marco Liccione, leader della ‘Variante Torinese’ che ogni sabato a piazza Castello a Torino guida la protesta contro il certificato verde, respinge “con fermezza le illegittime restrizioni imposte dal Viminale. Torino non si piegherà davanti a un Governo impegnato a calpestare, giorno e notte l’ articolo 21 della Costituzione italiana”, annunciando che sabato la manifestazione si “svolgerà regolarmente in Piazza Castello, con il nostro corteo pacifico”.

Analoghe le intenzioni di Umberto Carriera, tra i fondatori del movimento IoApro, che da settimane promuove le iniziative di piazza. “Basta – attacca – dare colpa alle manifestazioni all’aperto per l’aumento dei contagi, che è invece dovuto alla stagione invernale ed ai contatti che si sviluppano sugli autobus, nelle metropolitane, nelle scuole. Basta puntare il dito contro le manifestazioni che sono previste dalla Costituzione. E il ministro Lamorgese, che ha permesso assembramenti di decine di migliaia di persone per festeggiare la Nazionale di calcio ed ha consentito a persone ai domiciliari di parlare da un palco il 9 ottobre a Roma, non so come faccia ancora il ministro”. (di Massimo Nesticò per Ansa)

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