Manovra alla Camera, verso Ristori ter da oltre 1 mld

Poi scostamento e misure "piu' ampie". Ipotesi 20 mld extradeficit. Conte, sospensione Tosap anche nel 2021

Un terzo decreto Ristori, da varare rapidamente gia’ venerdi’, per mettere sul piatto un altro miliardo, un miliardo e mezzo al massimo, e dare indennizzi subito a tutte le attivita’ coinvolte dalle chiusure in zona arancione e rossa. Mentre la legge di Bilancio arriva in Parlamento con un mese di ritardo sulla tabella di marcia il governo gia’ lavora ai prossimi provvedimenti: e per fare presto l’idea che si sta facendo largo e’ appunto quella di procedere con un decreto iper snello subito, grazie ai fondi ancora a bilancio ma non utilizzati, e prendersi qualche altro giorno per fissare le priorita’ della maggioranza e l’asticella del nuovo extradeficit – che potrebbe superare i 20 miliardi – da chiedere con un altro scostamento.

Il calendario non e’ favorevole, in poche settimane bisogna chiudere i decreti Ristori gia’ al Senato e la manovra, che iniziera’ il suo iter dalla prossima settimana alla Camera. Il rischio “ingorgo” e’ ben presente nelle riunioni che si susseguono al ministero dell’Economia per sbrogliare la matassa.

E dal Parlamento arrivano le voci di chi, come Graziano Delrio, lamenta i ritardi e le difficolta’ a lavorare in tempi cosi’ stretti. La Ragioneria ha appena ‘bollinato’ 229 articoli della manovra e gia’ sta rifacendo i conti per vedere quante risorse sono ancora disponibili nel 2020.

Poi bisognera’ occuparsi anche del Recovery ma per quello la manovra arriva in soccorso con una struttura ad hoc che aiutera’ gli uffici della Ragioneria – non proprio vista di buon occhio dagli altri ministeri: per il dossier, comunque, non sono ancora i giorni della ribalta, complici i ritardi nell’accordo tra gli Stati Ue, e per ora puo’ ancora rimanere sotto traccia.

La legge di Bilancio prevede intanto 120 miliardi di anticipazioni in tre anni e le regole per raccogliere i dati e procedere con uno stretto monitoraggio della realizzazione dei progetti.

Se il Recovery guarda alla ripresa, ora c’e’ ancora da occuparsi dell’emergenza: il pressing sullo scostamento va avanti da settimane, al Mef all’inizio si escludeva un cosi’ ravvicinato nuovo ricorso al deficit, poi la recrudescenza della pandemia, e la cartina dell’Italia sempre piu’ colorata di rosso, hanno fatto cambiare i piani.

Il governo “e’ consapevole” che le risorse messe in campo con i decreti Ristori 1 e bis “sono insufficienti” e per questo lavora a “un Ristori ter e un ulteriore provvedimento “piu’ ampio”, aveva spiegato il sottosegretario Cecilia Guerra ai senatori in attesa di capire come proseguire con l’esame dei due attuali decreti ristori. Il decreto ter “avra’ la funzione di finanziare meglio queste misure” con un primo allargamento dei codici Ateco, sulla base anche della “notevole convergenza” su alcuni settori “limitati” emersa dagli emendamenti di tutte le forze politiche. Ci sara’ poi, nello schema illustrato dal sottosegretario in Parlamento “un altro provvedimento che come ha detto anche Gualtieri ha proprio una funzione di chiusura, perequativa, che ci permettera’ di utilizzare un criterio di ristoro” diverso “e anche di altri piu’ ampi strumenti di sostegno” ai soggetti “danneggiati in misura rilevante per effetto delle chiusure primarie”.

In questo secondo provvedimento potrebbero quindi trovare posto gli aiuti per gli affitti commerciali, “senza penalizzare i proprietari di immobili” citati dal premier Giuseppe Conte (e subito Confedilizia ha rilanciato la cedolare secca sui negozi) ma anche le nuove sospensioni fiscali indicate dal viceministro Laura Castelli, oltre appunto a un nuovo metodo di calcolo dei ristori non piu’ basato sulle perdite di un solo mese, come avviene adesso. Lo stesso premier Conte questa mattina, all’assemblea Anci, ha preso “l’impegno a valutare la Tosap, la tassa per l’occupazione del suolo pubbliche, una tassa, alla cui sospensione bar e ristoranti tengono molto. Abbiamo stanziato circa 300 milioni per le agevolazioni nel 2020, prendo l’impegno a riprodurre la misura anche nel 2021”.

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