Marcinelle: 66 anni fa la tragedia nella miniera di carbone

Costò la vita a 136 italiani

Sono trascorsi 66 anni dalla tragedia nella miniera di carbone belga di Bois du Cazier, poco distante dalla cittadina di Marcinelle, nel comune di Charleroi. Erano le 8.10 dell’8 agosto 1956 quando nella miniera si sviluppò un incendio che costò la vita a 262 minatori, di oltre dodici diverse nazionalità, più della metà dei quali, 136, erano italiani. Tra il 1946 e il 1956 erano del resto stati molti, circa 140 mila, gli italiani emigrati in Belgio per lavorare nelle miniere a seguito dell’accordo siglato tra i due Paesi, che prevedeva l’invio, da parte dell’Italia, di circa duemila uomini a settimana, in cambio del quale il nostro Paese avrebbe ricevuto da parte belga 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore. Stando alle successive indagini, all’origine dell’incendio vi sarebbe stato un malinteso sulle tempistiche di avvio degli ascensori tra i lavoratori nel sottosuolo, che dal fondo del pozzo sistemavano sul montacarichi i vagoncini con il carbone, e i manovratori in superficie. Il montacarichi, azionato al momento sbagliato, si sarebbe scontrato con una trave d’acciaio, tranciando un cavo dell’alta tensione, un condotto di olio e alcuni cavi elettrici, e causando così un’esplosione e poi un incendio che si estese rapidamente a tutta la miniera.

Per la quasi totalità delle persone al lavoro nelle profondità della miniera non ci fu scampo, solo in 13 riuscirono a salvarsi. La miniera era priva di uscite di sicurezza e la macchina dei soccorsi tardò ad attivarsi, per cui i minatori rimasero intrappolati tra le fiamme e soffocati dall’ossido di carbonio. Solo 15 giorni dopo, il 23 agosto, una squadra riuscì a entrare nel luogo della tragedia, annunciando di aver trovato solo dei corpi senza vita e mettendo così fine a ogni speranza. Nel 1959 si aprì il processo sulla catastrofe, che vide quale testimone chiave Antonio Iannetta, l’ingabbiatore sopravvissuto alla tragedia. Iannetta non parlava bene francese, e sarebbe stato lui, a causa di un malinteso, a provocare l’incendio. Secondo i giudici di Charleroi, si trattò di un “errore involontario” e la sentenza di primo grado vide così tutti assolti. In appello ci fu poi un unico condannato, l’ingegnere capo Calicis, che fu condannato a sei mesi con la condizionale.

Oggi, a Marcinelle, la vecchia struttura della miniera Bois du Cazier è stata restaurata a futura memoria e, in ricordo della tragedia, gli spazi della miniera sono stati riconosciuti patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. Il sito ospita ogni anno la cerimonia di commemorazione delle 262 persone scomparse. Come ricordato anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio in occasione dell’anniversario, dal 2001 la ricorrenza è stata proclamata “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” affinché, “nel ricordo di quanto accaduto al Bois du Cazier, possa essere onorata la memoria di tutti gli italiani caduti sul lavoro all’estero”. L’incidente belga è infatti il terzo più grave per numero di vittime tra gli immigrati italiani all’estero dopo i disastri di Monongah e di Dawson, entrambi negli Stati Uniti, avvenuti rispettivamente nel 1907 e nel 1913.

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