Mario Draghi, l’uomo del cattolicesimo concreto

A luglio è stato nominato membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Il suo incontro con il Papa nel 2013. Potrebbe essere all’incontro Italia-Vaticano la prossima settimana

Il Papa e Draghi
Il Papa e Draghi, copyright Vaticannews

Un uomo che ha un rapporto discreto con il Vaticano, ma che comunque ha solide radici nel cattolicesimo. Questo è Mario Draghi. Solo a luglio scorso era stato nominato da Papa Francesco componente della Pontificia Accademia delle Scienze, e più volte in passato si è parlato di lui come direttore dell’Aif, l’agenzia che in Vaticano si occupa di lotta alle operazioni finanziarie sospette, o alla guida dello IOR, l’Istituto per le Opere di Religione. Un ruolo, quello dell’Accademia, che hanno fatto pensare a un suo ruolo da consigliere di Papa Francesco sui temi economici. 

Civiltà Cattolica in quel caso scrisse: Draghi “è stato protagonista di una delle fasi più complesse della storia recente d’Europa. Il suo servizio come presidente della Banca centrale europea è stato decisivo per salvare l’Unione economica e monetaria, e grazie al suo contributo si presenta oggi la straordinaria opportunità di completarla”.  Cordiale anche l’incontro tra Papa Francesco e Draghi il 21 ottobre 2013. 

La sua vicinanza al mondo cattolico è stata ribadita ad agosto al meeting di Rimini. “In questo susseguirsi di crisi i sussidi che vengono ovunque distribuiti sono una prima forma di vicinanza della societa’ a coloro che sono piu’ colpiti, specialmente a coloro che hanno tante volte provato a reagire – aveva detto –  I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire. Ai giovani bisogna pero’ dare di piu’: i sussidi finiranno e restera’ la mancanza di una qualificazione professionale, che potra’ sacrificare la loro liberta’ di scelta e il loro reddito futuri”. Insomma, un uomo che punta agli stimoli all’economia piuttosto che i finanziamenti a fondo perduto.

La sua infanzia l’ha passata ai Gesuiti del Massimo. Di loro ha detto: “Mi hanno insegnato il rigore”. L’ex presidente della Bce in un’intervista alla Radio Vaticana, realizzata dieci anni fa, ha ricordato la figura del rettore dell’epoca, padre Franco Rozzi, per il quale fece un elogio funebre nel 2010, e che andò a salutare nel 2005 appena nominato governatore della Banca d’Italia.: “Erano anni in cui si passava molto tempo a scuola. Lo sport e le altre attività portavano spesso l’attività scolastica al tardo pomeriggio. Gli incontri con padre Rozzi erano frequenti, da quelli con contenuti prevalentemente disciplinari ad altri in cui voleva essere informato sull’andamento scolastico: e ricordo purtroppo o per fortuna – afferma Draghi – che quelli a contenuto prevalentemente disciplinare erano frequenti nel mio caso”. Insomma un ragazzo bravo soprattutto in matematica ma comunque un po’ allergico alle regole.

E come ogni anno, la prossima settimana ospiteremo a Palazzo Borromeo i colloqui tra le più alte cariche dello Stato italiano e dello Stato della Città del Vaticano nella ricorrenza della firma dei Patti Lateranensi e dell’Accordo di modifica del Concordato. A questo punto, per il governo italiano, ci sarà Mario Draghi? 

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