Marò: pm Roma interrogheranno Girone e Latorre

Dal 2012 a piazzale Clodio è aperto un fascicolo per omicidio volontario per la morte di due pescatori in India. Intanto oggi la Corte suprema indiana ha ritirato tutte le accuse a loro carico, accentando la compensazione di cento milioni di rupie (10 crore, pari a circa 1,12 milioni di euro) depositata dallo Stato italiano, e ne ha ordinato il trasferimento all’Alta corte del Kerala e ai familiari delle vittime

Verranno ascoltati nelle prossime settimane in Procura, a Roma, i due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone accusati di omicidio volontario per la morte due pescatori in India nel 2012. Per questa vicenda a piazzale Clodio è aperto un procedimento da nove anni. Il procedimento è affidato al sostituto procuratore Erminio Amelio, che in questi mesi ha analizzato gli atti inviati dal Tribunale internazionale dell’Aja – che nel luglio del 2020 ha deciso in favore dell’Italia la competenza giurisdizionale – per poi procedere alla conclusione delle indagini che potrebbe arrivare in estate.

I due fucilieri della Marina furono ascoltati dai pm capitolini una prima volta 3 gennaio del 2013 quando fecero ritorno in Italia per alcuni giorni. Sempre nel 2013 su incarico della Procura fu effettuata anche una perizia sul computer e su una macchina fotografica che si trovavano a bordo della Enrica Lexie, la nave dove erano in servizio i due militari.

Intanto oggi la Corte suprema dell’India ha ritirato oggi tutte le accuse a carico dei due italiani. La Corte ha accettato la compensazione di cento milioni di rupie (10 crore, pari a circa 1,12 milioni di euro) depositata dallo Stato italiano, e ne ha ordinato il trasferimento all’Alta Corte del Kerala e ai familiari delle vittime. “Siamo soddisfatti dell’ammontare di 10 crore in aggiunta a quanto già stanziato, che riteniamo possa essere considerato una compensazione ragionevole negli interessi dei familiari.

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