Maxiprocesso Ostia: pg Cassazione, confermare mafia per clan Spada

Nel processo di secondo grado I giudici hanno inflitto complessivamente oltre 150 anni di carcere.

Roberto Spada mentre aggredisce
Roberto Spada mentre aggredisce

Confermare l’associazione a delinquere di stampo mafioso per il clan Spada. Lo ha chiesto il sostituto procuratore generale della Cassazione Luigi Birritteri nella requisitoria nell’ambito del maxi processo a 17 imputati legati all’organizzazione criminale di Ostia. Il pg, che ha sollecitato l’inammissibilita’ o il rigetto dei ricorsi delle difese chiedendo dunque sostanzialmente la conferma delle pene inflitte, ha sollecitato, inoltre, un nuovo processo d’appello per riconoscere la responsabilita’ di Carmine Spada che aveva visto ridursi la pena in secondo grado perche’ ritenuto estraneo al duplice omicidio di Giovanni Galleoni e Francesco Antonini del 2011.

La prima corte di assise di appello di Roma aveva emesso nei confronti dei membri del clan condanne per oltre 150 anni. L’ergastolo era stato confermato per Roberto Spada, mentre erano state ridotte le condanne proprio per Carmine Spada (17 anni) e Ottavio Spada, detto “Maciste” (12 anni e mezzo), che in primo grado avevano rimediato la condanna al carcere a vita. Era stata confermata la condanna a 16 anni per Ottavio Spada detto “Marco” e quella a 10 anni inflitta in primo grado a Ruben Alvez del Puerto. Otto anni per Ramy Serour mentre Vittorio Spada era stato condannato a 7 anni.

I giudici avevano condannato inoltre a 6 anni Silvano Spada. Tra le altre pene inflitte, anche quelle a 6 anni per Nando De Silvio, Daniele Pergola, Alessandro Rossi, Saber Maioli e a 7 anni per Fabrizio Rutilo. E poi, 5 anni per Claudio Fiore e Mauro Caramia, mentre Mauro Carfagna era stato condannato a 2 anni e 11 mesi.

Tra gli episodi contemplati nel capo di imputazione, c’e’ anche l’omicidio di due esponenti di un clan rivale, ‘Baficchio’ (Giovanni Galleoni) e ‘Sorcanera’ (Francesco Antonini), commesso il 22 novembre del 2011, di giorno e nel centro di Ostia. Tra gli altri reati contestati anche usura, favoreggiamento, estorsione, lesioni personali aggravate, violenza privata e incendio.

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