Metro C, San Giovanni compie tre anni: c’è da festeggiare?

Il comitato Salviamo la Metro C attacca l’amministrazione: la Raggi a San Giovanni non s’è più vista

Qualche giorno fa la stazione della Metro C di San Giovanni ha compiuto tre anni. Un anniversario importante, per una delle opere più discusse dell’ultimo decennio a Roma. Una stazione che avrebbe dovuto vedere la luce nel 2011, non il 12 maggio 2018 com’è avvenuto nella realtà. Ora l’importante (e unico) nodo di scambio tra la Metro A e la Metro C di Roma ha compiuto tre anni di vita, ma ci sono davvero i presupposti per festeggiare?

A dire di no è Salviamo la Metro C, il comitato che da anni monitora lo stato di avanzamento dei lavori della terza metropolitana romana e fornisce suggerimenti qualificati affinché lo sviluppo su ferro di Roma proceda a spron battuto.

“Nonostante i tre anni trascorsi, il nodo di scambio dalla MC alla MA resta infatti ancora incompleto con un disagio che ha subito un ulteriore peggioramento grazie alla pandemia che sta costringendo l’utenza a salire ulteriormente in superficie – racconta il comitato –

restano comunque sbarrati i passaggi al piano atrio dopo i tornelli e al cosiddetto piano corrispondenze, a causa del mancato adeguamento alle norme antincendio della stazione della linea A. Una situazione assurda che continua a essere sempre più surreale visto che nulla si è mosso in questi tre anni per sanare l’enorme problema della linea arancione, un problema che in realtà dovrebbe portare alla chiusura di tale servizio al pubblico, che va sostanzialmente avanti in deroga. Sappiamo che centinaia di milioni di euro sono fermi proprio per la messa a norma e l’ammodernamento delle linee storiche romane, soldi in larga parte non spesi. Tuttavia nel caso del nodo di San Giovanni la vicenda del fermo è ancora più surreale perché tale lavoro è stato accorpato all’appalto più generale della metro C, la celebre variante 46, che come sappiamo è già interamente finanziata.”

Un groviglio di problematiche e dossier che rende amaro il genetliaco della stazione di San Giovanni, che continua ad essere uno snodo sia del trasporto pubblico, sia di questioni logistiche campali per lo sviluppo del trasporto pubblico capitolino.

 

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