Migranti e giornalisti minacciati, il Lazio nel rapporto del Viminale a Ferragosto

I migranti partono soprattutto dalla Libia. Le minacce nei confronti dei giornalisti in primis dalla criminalità organizzata

Il Lazio è la quarta regione a livello nazionale per accoglienza dei migranti. Tanti, troppi inoltre i giornalisti minacciati. Lo si legge nel tradizionale rapporto del Viminale per Ferragosto.

Migranti in aumento del 40%, tunisini prima nazionalità 

Finora, sulle coste italiane sono sbarcati 45.664 migranti, il 40,3% in piu’ rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; 6.070 i minori stranieri non accompagnati (+8,3%), 137 gli scafisti arrestati (+41,2%). Al 10 agosto i migranti in accoglienza erano 95.184, il 23,9% in piu’ rispetto ad un anno fa: 682 in hotspot, 63.570 in centri di accoglienza e 30.932 nella rete Sai (Sistema di accoglienza e integrazione). Le regioni che ospitano piu’ migranti sono, nell’ordine, Lombardia (11%), Emilia Romagna (10%), Piemonte (9%), Lazio (9%) e Sicilia (9%). In accoglienza figurano anche 14.354 ucraini in fuga dopo l’invasione russa e 3.649 afgani. I principali Paesi di partenza sono Libia, Tunisia, Turchia. Quanto alla nazionalita’ dichiarata al momento dello sbarco, il 20,5% risulta originario della Tunisia, il 19,3% dell’Egitto, il 16,7% del Bangladesh. 

Il Lazio prima regione per giornalisti minacciati

Fare i giornalisti rischia di portare con sé problemi per la propria incolumità. E purtroppo la nostra regione ha un triste primato in merito, dice il rapporto del Viminale per Feragosto. Nei primi sei mesi del 2022 in Italia sono stati 64 gli episodi intimidatori ai danni di giornalisti, 55 dei quali tramite web: tra gennaio e giugno di un anno fa, gli episodi dello stesso tipo erano stati 110. Quest’anno il maggior numero di intimidazioni si e’ registrato nel Lazio e in Lombardia, con 12 episodi ciascuna; a seguire Campania (9), Calabria (5) e Puglia (4). La matrice delle minacce e’ riconducibile alla criminalita’ organizzata in 8 casi, ad attivita’ socio politica in 37 e alla voce ‘altro’ in 19. 

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