Poteva essere l’ennesima tragedia del mare, quella sfiorata ieri al largo delle coste di Lampedusa. Un barchino con 42 migranti, partito da Sfax, in Tunisia, è infatti affondato in serata. Tutte le persone a bordo sono state tratte in salvo dagli uomini della guardia costiera. Nelle ultime 48 ore non c’è tregua nell’isola siciliana dove da giorni si susseguono nuovi sbarchi. Ieri sono state 41 le imbarcazioni soccorse nelle acque antistanti l’isola o in area Sar. Critica la situazione nell’hotspot di contrada Imbriacola dove sono oltre 2.500 gli ospiti a fronte di una capienza di poco inferiore ai 400 posti.
Ieri il Consiglio dei ministri, convocato a Cutro dopo la tragedia del 26 febbraio, ha dato il via libera ad un decreto legge che introduce disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all’immigrazione irregolare. In particolare sono previsti dai 20 ai 30 anni di carcere se si causa la morte di più persone, dai 15 a 24 se muore un solo migrante e da 10 a 20 se in un naufragio ci sono feriti. Nel decreto sono contenute anche delle modifiche alle norme sui titoli di ingresso e di soggiorno per lavoro subordinato di cittadini stranieri semplificando l’avvio del rapporto di lavoro degli stranieri con aziende italiane e accelerando la procedura di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale. Nel decreto compaiono anche norme sulla semplificazione delle procedure di espulsione e per il potenziamento dei centri di permanenza finalizzati al rimpatrio