Monopattini: incidenti a raffica

Il report dell'Osservatorio Asaps: un quarto di chi li usa è minorenne, vanno aumentati i controlli e le sanzioni. Ormai sono un pericolo costante

 

La Capitale è la terza nella classifica italiana dopo Torino e Milano,  per incidenti sui monopattini, secondo l’Osservatorio Asaps. Ma il numero di cadute, tamponamenti e urti lievi non è censito perché raramente denunciato e rappresenta decine di episodi quotidiani.

«La principale causa di sinistro è la caduta autonoma dovuta a ribaltamento senza urto contro ostacoli fissi – è scritto nel dossier ripreso da ‘’Il Corriere della Sera’’ – Su questo aspetto, sicuramente, ha inciso sia la distrazione alla guida sia l’inesperienza del guidatore, spesso giovanissimo».

La normativa ministeriale del 2019 permette la guida solo ai maggiori di 14 anni che hanno l’obbligo del caschetto (ma solo fino a 18 anni), regola spesso disattesa. Come quella dell’utilizzo da parte di una sola persona frequentemente inosservata dal guidatore che porta un altro passeggero.

Altre cause di incidenti sono «la manutenzione stradale di molte arterie cittadine, con buche ed avvallamenti che non facilitano certamente l’utilizzo di un veicolo con ruote molto piccole soprattutto nel centro storico».

Nelle aree pedonali la normativa indica il limite di velocità a 6 km orari, anche questo, spesso disatteso. Il transito nelle strade urbane invece (con il limite a 50 km) è consentito a una velocità massima di 25 km orari, ma spesso i monopattini percorrono strade ad alto scorrimento dove i veicoli superano i 70 all’ora. Come accaduto lo scorso settembre quando un ventenne ha percorso la tangenziale che conduce all’autostrada A24.

«Seguono gli scontri frontali e laterali, precisa il rapporto sugli incidenti , spesso agli incroci stradali, dove non vengono rispettate le precedenze, e gli scontri contro ostacoli fissi». Infine si contano anche «sinistri con conducenti di monopattini alterati dall’alcol e denunciati all’autorità giudiziaria per guida in stato d’ebrezza».

A Roma dove mancano ancora gli stalli per il parcheggio dei monopattini, la sindaca Raggi lo scorso novembre ha disciplinato la sosta nelle aree consentite (da piazza Venezia all’Eur, dai Parioli a Testaccio) per gli 8 operatori che gestiscono il noleggio dei mezzi (Lime, Helbiz e Keri, Wind, Link, Dort, Voi e Bird).

«Vanno aumentati i controlli e le sanzioni – chiede l’Asaps – e introdotto da subito il «targhino», mentre è consigliabile l’uso del casco, vista la gravita delle lesioni da incidenti».

(Dopo aver letto quanto sopra ci viene spontaneo notare e far notare agli organi competenti, sindaco per primo,  che ormai il più grande timore dei pedoni sono proprio i monopattini. Soprattutto in centro (via del Corso, Via del Babuino..) può essere fatale per chi passeggia scendere dal marciapiede o attraversare senza mille attenzioni. Anche i sensi unici non sono garanzia di incolumità…anzi. I conducenti di queste nuove iatture motorizzate non portano certo il casco e quasi mai la mascherina! Il gran divertimento (loro) è scorazzare in allegro assembramento facendo lo slalom con i pedoni come se fossero su una pista di sci. E’ dell’altro giorno un incidente (senza conseguenze) capitato alla scrivente: lo “scontro” fra due monopattini che perso il controllo sono finiti addosso ai passanti. Ci chiediamo se il traffico di Roma avesse bisogno di un’ulteriore micidiale elemento di anarchia. ndr)

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