Movida: prefetto Piantedosi, più rigore per far rispettare la legalità e garantire la sicurezza

Già revocate 15 licenze a locali fuorilegge, quattro dei quali a San Lorenzo. Annunciata la collaborazione con i Municipi. Sulla scuola e gli sfratti confermata dal prefetto di Roma la linea attuale. Sui rifiuti fiducioso dell’azione nuovo sindaco   

Controlli a movida e covid a Roma

“Quello della movida violenta è un problema preesistente rispetto al Covid. Serve un punto di equilibrio fra il sacrosanto diritto di vivere la città anche di notte e il senso di responsabilità affinchè non ci siano eccessi continui. Una linea condivisa con il sindaco Gualtieri: proprio al Comune ho chiesto da gennaio 2020 la revoca della licenza per 18 locali dove ormai la situazione era decisamente sfuggita di mano, e per 15 il provvedimento è stato applicato, quattro dei quali a San Lorenzo”. Lo afferma il prefetto Matteo Piantedosi intervistato da il ‘Corriere della Sera’ dove annuncia un maggiore rigore per tutelare le zone dove con la movida si infrangono le norme.

Riguardo alla funzione preventiva Piantedosi annuncia che da subito, come deciso nell’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica  ha stabilito di rinnovare l’intesa con il Comune valorizzando il ruolo degli osservatori municipali, all’inizio nel I e nel II, che possono fornire un immediato contributo conoscendo la mala movida nei loro territori, per studiare interventi appropriati.

“Ad esempio – precisa – responsabilizzare gli esercenti sull’utilizzo dello spazio esterno, affinché  stiano attenti a ciò che avviene all’interno dei loro locali per non proiettare poi i problemi fuori”.

Su scuola e trasporto pubblico, è stato fatto abbastanza? Chiede il “Corriere”.

“Piuttosto non è vero che non sia stato fatto nulla. Il sistema regge, con lo scaglionamento di ingresso e uscita degli studenti, la capienza dei mezzi pubblici all’8o% e il coinvolgimento di soggetti privati oltre Atac, Astral e Cotral. Anzi, in alcuni casi abbiamo registrato anche sovrabbondanza di offerta, grazie ai fondi statali per 40 milioni di euro destinati al Lazio, tre quarti dei quali a Roma. Ci sono stati solo singoli episodi di affollamento, come emerge dal nostro monitoraggio quotidiano”.

L’emergenza rifiuti rimane tangibile. 

“È vero, ma Roma sconta anni di problemi legati all’impiantistica di smaltimento finale. Ora ci sono soluzioni interlocutorie che rendono mese per mese la crisi più o meno visibile. Il sindaco ha la competenza e la determinazione per affrontare il problema, ne sono sicuro. E noi gli daremo tutta la nostra collaborazione, come sempre”.

Ma ci sono luoghi, come le sponde del Tevere, dove il decoro urbano latita. 

“A Roma c’è una fascia di emarginazione significativa, che la Caritas ha individuato in circa 8mila persone. L’incendio del Ponte di Ferro ha evidenziato ancora di più questa situazione. Controlli vengono svolti di frequente, anche l’attenzione del sindaco è alta, ma il problema non si può risolvere solo con gli sgomberi, bisogna offrire alternative a chi viene allontanato dalla strada”.

Come a chi occupa i palazzi?

“Esatto. Entro febbraio libereremo altri due immobili. sistema sarà lo stesso adottato per il rientro in possesso del palazzo in viale del Caravaggio (all’Ardeatino, nel luglio scorso, ndr): difesa dei soggetti fragili con l’offerta da parte del Comune di alloggi di edilizia residenziale pubblica per chi ha i requisiti, ma anche ripristino della legalità. C’è una lista di priorità d’intervento, e di certo non considero estranea dal panorama l’occupazione di CasaPound all’Esquilino. Sulle occupazioni di immobili Ater, operazioni come quelle portate a termine a Tor Bella Monaca saranno invece ripetute altrove, come San Basilio e Corviale”.

La preoccupano i no pass? 

“Vigiliamo nel migliore dei modi su una protesta fluida, proveniente da un mondo indefinito e imprevedibile, a volte incapace di auto responsabilizzarsi. Ma io mi fido molto degli operatori delle forze dell’ordine: il 9 ottobre scorso hanno perso una battaglia, ma la notte successiva hanno vinto la guerra colpendo i vertici di Forza Nuova. E 15 giorni dopo sono stati protagonisti davanti al mondo intero della sicurezza del G20”.

Che Natale sarà? 

“Oggi conosciamo meglio il fenomeno Covid, e c’è il piano vaccinale. Un anno non è trascorso invano, sono fiducioso; potremo viverlo con maggiore allegria rispetto al 2020”.

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