Movida: torna il caos a San Lorenzo e Monti, si richiudono le piazze

Torna l'allarme: weekend di assembramenti, niente distanziamento e nessuna mascherina.  I vigili urbani bloccano con le transenne piazza Trilussa, chiusi due locali notturni. Piano della Prefettura: controlli con i droni

Controlli a movida e covid a Roma

Niente mascherine alle manifestazioni di sabato, non solo quella dei no green pass e dei no green pass al Circo Massimo, e niente mascherine nemmeno in nottata nelle zone della movida. Nel primo caso sono obbligatorie dopo l’ultima direttiva del Viminale, nel secondo no all’aperto ma soltanto in casi di non assembramento.

E sabato sera, fino a notte inoltrata, di affollamenti ce ne sono stati invece parecchi un po’ovunque, al punto che dopo settimane di tregua i vigili urbani sono tornati a chiudere per motivi di sicurezza alcune piazze, come piazza Trilussa e piazza Madonna dei Monti. Troppa folla, troppe comitive vicine, niente mascherine, appunto. Con il rischio di un’ulteriore impennata dei contagi in vista delle prossime settimane con le feste di Natale in agguato, e lo spauracchio di provvedimenti urgenti per contenere l’emergenza Covid proprio nel momento cruciale della nuova fase di vaccini, quelli della terza dose.

Ecco perché Prefettura e Questura, secondo quanto riferisce il ‘Corriere della Sera’,  già stanno pensando a un’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine, compresi i vigili urbani che proprio nella notte di sabato hanno denunciato il titolare del Charro Café in via di Monte Testaccio: nel locale, secondo chi indaga, c’era il triplo degli avventori consentiti e le uscite di sicurezza non erano a norma.

Di conseguenza sono state scoperte anche numerose violazioni delle norme anti-Covid. Un centinaio invece le multe da parte della polizia municipale nei confronti di proprietari e gestori di locali notturni fra centro storico, San Lorenzo, Pigneto e Ponte Milvio per violazioni dell’ordinanza anti-alcol e vendita di alcolici anche a minorenni. Più di 700 le sanzioni per il mancato rispetto degli articoli del Codice della Strada, primo fra tutti la guida in stato di ubriachezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Insomma, un quadro inquietante che riporta al passato, al periodo estivo e particolare. In questo ambito gli agenti del commissariato Colombo e della divisione di polizia amministrativa della Questura hanno chiuso un ristorante – “Figli delle stelle” in via Girolamo Benzoni, alle spalle degli ex Mercati generali di via Ostiense -: i titolari avevano attrezzato una discoteca per il dopo cena, pubblicizzando sui social l’attività e segnalando con un cartello alla clientela una porta laterale per chi voleva trattenersi a ballare. Ma non c’erano autorizzazioni, tanto che alla vista dei poliziotti, i ristoratori hanno subito abbassato le serrande. Uno, quello responsabile della discoteca clandestina, nella quale c’erano una quarantina di persone che ballavano, è stato anche denunciato a piede libero.

Blitz della polizia anche in un altro ristorante alla Magliana, con gli agenti del commissariato San Paolo che hanno identificato otto lavoratori in nero e pessime condizioni igienico-sanitarie. Gli ispettori della Asl di zona hanno anche rilevato irregolarità di vario genere e il titolare, al quale è stata notificata la sospensione dell’attività fino a quando non si sarà messo in regola, è stato multato per 38 mila euro.

Proprio per contrastare la mala movida, anche in ottica anti-Covid, la Prefettura ha approvato una serie di progetti di Roma Capitale e altri 18 comuni della città metropolitana (Albano laziale, Anzio, Cerveteri, Ciampino, Civitavecchia, Colleferro, Fiumicino, Fonte Nuova, Guidonia, Ladispoli, Marino, Mentana, Nettuno, Pomezia, Santa Marinella, Subiaco, Tivoli e Zagarolo), finanziati dal ministero dell’Interno, per il rafforzamento dei controlli dei vigili urbani in orari straordinari, l’installazione di impianti di videosorveglianza vicino a istituti scolastici e luoghi della movida, l’acquisto di droni, l’attivazione di sportelli di ascolto dei Servizi sociali e l’istituzione di unità informative mobili.

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