Municipio XIII: la protesta dei residenti , “dopo un mese ancora ostaggi della banda del buco”

Il cratere scavato dai vigili del fuoco - lo scorso 11 agosto - per salvare uno degli uomini della banda del buco rimasto incastrato in un cunicolo, è ancora lì in via Innocenzo XI, recintato come un cantiere di lavori in corso

Le operazioni di salvataggio dell'operaio

Un cratere al centro di una strada che blocca la vita dei cittadini è tutto ciò che al momento rimane della banda del buco, quella che per ore ha tenuto Roma con il fiato sospeso un mese fa. È dallo scorso 11 agosto, quando uno di loro rimase incastrato in un cunicolo presumibilmente scavato per tentare un colpo in una vicina banca, che gli abitanti di via Innocenzo XI si sentono bloccati in una situazione insostenibile nel quartiere Aurelio, che si trova a due passi dal Vaticano. “Oltre al danno anche la beffa: dopo un mese siamo ancora ‘ostaggi’ della banda del buco.

“Rivogliamo la nostra strada libera! – scrivono una lettera indirizzata al sindaco capitolino Gualtieri e al presidente del municipio – Quanto dobbiamo aspettare ancora?”, chiedono i cittadini. La strada da allora è rimasta completamente dissestata, perché per liberare l’uomo-talpa incastrato a oltre sei metri di profondità (i suoi scavi erano cominciati in un locale sfitto che dà sulla strada) era stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, i quali aprirono un varco dalla strada rimuovendo l’asfalto e tonnellate di terreno per poi raggiungere il tunnel e, dopo otto ore difficili, riportare in superficie l’uomo e metterlo in salvo. Subito dopo l’episodio erano scattate le indagini sui presunti componenti della banda, alcuni dei quali avevano tentato invano di fuggire proprio all’arrivo dei soccorsi.

Nel frattempo però in strada è rimasto quel cratere recintato come un cantiere di lavori in corso. Lavori che però non sono mai stati ripresi per ripristinare il tutto e nessuna notizia o rassicurazione su questo sembra mai essere arrivata dalle istituzioni. Nuovi sviluppi sulle indagini potrebbero presto arrivare, ma per ora gli unici a farne le spese sembrano essere stati proprio gli abitanti della zona. Due degli uomini che avevano tentato di scappare alla vista dei carabinieri sono già liberi, fin dal giorno dopo l’arresto, mentre altri due componenti sono stati denunciati per danneggiamento e crollo colposo.

“Stavamo passando in macchina per caso, mentre andavamo via ci ha accostato un’auto e abbiamo visto le pistole ma non abbiamo capito che erano carabinier”, si erano giustificati di fronte al giudice al processo per direttissima alcuni membri della banda difendersi dall’accusa di resistenza. L’unica data certa è il prossimo 20 dicembre, quando questi ultimi affronteranno il processo. In attesa che un giorno via Innocenzo XI torni come prima, i cittadini della strada bloccata sotto casa, invece, restano ‘condannati’ ad aspettare.

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