Nove maggio la giornata per non dimenticare. Mai

Nove maggio, la “Giornata della memoria per le vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice”. A Roma riqualificata l'area verde “Largo vittime del Terrorismo”

Nove maggio, una data che non dovrà mai essere dimenticata. Ma non è solo la Festa della mamma perchè dal 2007 è anche e molto altro ancora. In questa data si tiene la “Giornata della memoria per le vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice”.  Un momento di pausa, di riflessione, di dolore e di impegno a ricordare.

Ogni Nove maggio il tempo torna ad uno dei momenti più bui della nostra Repubblica, momenti dominati da omicidi, attentati, atti di violenza inaudita. In una parola (che ancora fa rabbrividire), i cosiddetti “Anni di piombo”. Si è scelto il Nove maggio perché proprio in questa data, nel 1978, veniva trovato senza vita il cadavere di Aldo Moro, vittima delle “Brigate Rosse”. Il ritrovamento avvenne a Roma, nella centralissima Via Caetani, a pochi metri da Largo di Torre Argentina. Un momento di sconforto e di disequilibrio generale perchè sempre lo stesso giorno, si aggiungeva anche il rinvenimento di un ulteriore cadavere: Giuseppe “Peppino” Impastato. Il giornalista siciliano, allora trentenne, era noto per il suo impegno e la sua dedizione nel denunciare gli illeciti delle attività di “Cosa Nostra”. E proprio a seguito di queste sue denunce nei confronti dell’associazione di stampo mafioso, che venne ucciso e bruciato. Un messaggio chiaro e violento e un dichiarato disprezzo per la figura umana. Un deciso monito per chi restava.

Tante, troppe sono state negli anni le vittime delle mafie e tra queste vogliamo ricordare il giudice Rosario Livatino. Uomo odiato dai boss per le indagini che conduceva e per la sua fede. Livatino aveva 38 anni quando fu ucciso il 21 settembre 1990 lungo la statale, mentre si dirigeva verso il palazzo di giustizia, senza scorta. Proprio per questa sua spiccata fede religiosa e per i fini nobili delle sue denunce contro la malavita che durante la cerimonia odierna, Papa Francesco lo ha reso “beato”.  Un messaggio importante contro le vittime delle mafie e del terrorismo, un messaggio che arriva in una giornata importante dedicata al vincolo morale e materiale che tutti dobbiamo avere contro questi crimini orrendi.

Tra le tante manifestazioni, non passa inosservata quella svoltasi nella giornata di ieri nella Capitale, vale a dire l’inaugurazione del nuovo “Largo vittime del Terrorismo”. Un monumento in memoria di tutti i caduti degli “Anni di Piombo”, riqualificato mediante un’iniziativa promossa dal I Municipio Roma Centro, con il fondamentale apporto del presidente Sabrina Alfonsi. Durante la cerimonia il presidente Alfonsi ha sottolineato: “Abbiamo fortemente voluto questo momento e finalmente ci siamo, l’idea di riqualificare quest’area verde nacque nel 2017 quando decidemmo che, un monumento così importante, non poteva rimanere abbandonato. […] Aver rinnovato questo piccolo spazio verde, rinnova l’amore per la democrazia delle vittime”.

Tutte queste iniziative non devono finire nel novero delle commemorazioni, così come non deve passare inosservato tutto ciò che di brutale è successo in quegli anni, e che ancora continua a non trovare risposta. Parlarne aiuta a non dimenticare quella che è stata e continua ad essere una delle pagine più nere della storia della nostra Repubblica. Un attacco allo stato nella sua integrità e nel suo, essere, effettivamente, la somma delle istituzioni e del popolo intero.

“Politica e Mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”. Paolo Borsellino

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