Omicidio Mollicone:perizia del Ris porta a caserma Arce

Tracce di legno su nastro adesivo, compatibile con porta alloggi

Anche la perizia del Ris porta alla caserma dei carabinieri di Arce. O meglio alla porta degli alloggi dove si suppone che Serena Mollicone abbia sbattuto violentemente la testa per poi morire asfissiata.

Il nuovo dato tecnico fornito dai carabinieri del Ris, e illustrato oggi in aula nel corso del processo sulla morte della studentessa avvenuta nel 2001, evidenzia la presenza sul nastro adesivo che avvolgeva il capo della ragazza di tracce di legno e vernice compatibili con quelli della porta dell’alloggio della caserma di Arce.

I frammenti individuati sono composti da legno, resina e vernice. Sempre nell’ambito del processo, che vede imputati il maresciallo dei carabinieri ed ex comandate della stazione di Arce Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco, il maresciallo Vincenzo Quatrale e l’appuntato Francesco Suprano, una perizia dispostra dal tribunale di Cassino ha ipotizzato che la ragazza abbia avuto una colluttazione violenta, abbia battuto violentemente la testa contro la porta della caserma dei carabinieri e sia morta poi per asfissia causata dal sacchetto di plastica che le fu infilato in testa. I risultati dell’attivita’ peritale sono stati illustrati nella scorsa udienza dall’antropologa forense Cristina Cattaneo.

Il lavoro dei medici legali e’ stato effettuato sui resti della ragazza dopo la riesumazione avvenuta nel 2016. Davanti ai giudici della Corte d’Assise, Cattaneo ha affermato di avere individuato sul corpo della ragazza “ecchimosi e contusioni avvenute quando c’era attivita’ vitale”. Segni di una colluttazione fatta di “strattonamenti e pugni” e in cui Serena ha anche cercato di difendersi. Le analisi, effettuate anche con macchinari di ultima generazioni, hanno confermato la presenza di un trauma cranico nella “regione” sinistra. Un urto, che causo’ probabilmente uno “stordimento” nella 18enne, avvenuto contro una superfice “ampia e piana”. Su questo punto i periti affermano che c’e’ compatibilita’ “tra il cranio di Serena e la porta della caserma dei carabinieri di Arce contro cui sarebbe stata fatta sbattere”.

“Lo zigomo e la fronte sinistra di Serena si adagiano in maniera completa con il danno rilevato sulla porta. L’incastro replica perfettamente quella che e’ l’arcata sopraccigliare con la parte piu’ profonda del danno rilevato sulla porta” della caserma”, ha aggiunto in aula il medico legale. Ora anche dall’analisi degli specialisti dell’Arma viene quindi confermato che la giovane, morta il primo giugno nel 2001 nella cittadina in provincia di Frosinone, urto’ violentemente contro la porta. Il quadro che emerge dalla perizia e dagli accertamenti del Ris dunque sembra confermare l’impianto accusatorio secondo cui il delitto della 18enne si sia consumato all’interno della caserma: il suo corpo venne trovato due giorni dopo in un boschetto ad Anitrella.

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