Omicidio ultras, al Colosseo spunta lo striscione dei tifosi

Ultras Diabolik ucciso con colpo di pistola alla testa, su caso indaga anche Dda

L'immagine dello striscione

Davanti al Colosseo, nella notte, è comparso uno striscione dei tifosi degli Irriducibili della Lazio che ricorda lo storico capo ultras Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, e morto ieri in un agguato al parco degli Acquedotti di Roma. “Diablo vive” si legge sullo striscione, la cui foto sta facendo il giro dei social network e che è firmato “Irr.”. Sul profilo Instagram di laziopress.it in un post si legge: “Striscione al Colosseo degli Irriducibili per Diabolik”.

A poche ore dalla morte, quando sul luogo dell’omicidio arrivavano alcuni familiari e gli amici tifosi degli Irriducibili, sui social network sono iniziati a fioccare commenti. Uno dei primi a scrivere su Facebook è Paolo. “Riposa in pace Diabolik, un altro fratello che ci lascia e ora tifa da lassù”, si legge nel suo post. Giuseppe ha scritto invece “Diabolik continua sempre a tifare i tuoi colori biancocelesti”. “Oltre ogni rivalità, onore agli Ultras e sincere condoglianze alla famiglia”, ha commentato Stefano mentre per Eugenia è morto un “grande uomo, grande ultras”. Messaggi di cordoglio sono arrivati dalle curve di tutto il mondo, in particolare dai tifosi gemellati come quelli del Verona e dell’Inter. “Tutta la curva nord di Milano si stringe attorno alla curva laziale per i drammatici eventi che hanno coinvolto il loro storico leader”, si legge nel post dei tifosi nerazzurri. E tra i tanti commenti dei tifosi, laziali e non, c’è anche chi non dimentica il passato oscuro di Piscitelli ma scrive “al di là delle scelte che ognuno fa per la sua vita, grande ultras”. Adesso in Procura è stato aperto un fascicolo a carico di ignoti e sull’omicidio indaga anche la Direzione distrettuale antimafia.

Quella di Piscitelli è stata un’esecuzione consumatasi al Parco degli Acquedotti, un’area verde che sembra già agro romano: avvicinato alle spalle, raggiunto da un solo colpo da chi sapeva che non poteva sbagliare. Forse stava aspettando qualcuno. Un omicidio che potrebbe essere legato alla droga o ad uno sgarbo fatto ai clan che gestiscono il malaffare nella Capitale.

Sembra un regolamento di conti in piena regola, nel cuore di Roma, una città che ripiomba nel terrore delle sparatorie in strada. “L’ennesimo gravissimo fatto di cronaca nera nella Capitale come tanti che stanno avvenendo nel Paese – tuona la vicesegretaria del Pd, Paola De Micheli -. Salvini non garantisce nessuna sicurezza, per lui è solo un fallimento. Lasci il Viminale”. “Siamo tornati a descrivere una Capitale da Romanzo Criminale”, chiosa il capogruppo di Forza Italia in Campidoglio, Davide Bordoni. E’ finita con un colpo in testa, dunque, la più che ventennale carriera criminale di Diabolik, il cui nome è comparso negli scorsi anni anche sulle carte di Mondo di Mezzo. Una carriera fatta di traffico di droga e anche di un avventuroso tentativo di scalata della Lazio.

Protagonista anche di feroci contestazioni contro il patron Claudio Lotito e di vergognose iniziative che hanno sporcato la curva laziale di antisemitismo. Ad indagare sull’omicidio la Squadra Mobile e i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia. In procura, a Roma, è stato aperto un fascicolo di indagine, al momento a carico di ignoti, coordinato dal pm di turno esterno e da quello della Dda. Il parco degli Acquedotti, lo stesso dove fu fermato ed iniziò il calvario di Stefano Cucchi, benché molto vasto è anche molto frequentato soprattutto da runner e persone in bicicletta. Per questo la polizia sta raccogliendo le testimonianze per cercare di dare un volto a chi ha sparato a Piscitelli. Al momento sono state ascoltate due persone, un uomo e una donna, che si trovavano sul posto quando è scattato l’agguato. Il killer, secondo una prima ricostruzione, era vestito da runner, proprio per confondersi con le decine di persone che frequentano il parco ogni giorno. Sul posto sono arrivati amici, parenti e tifosi laziali.

A terra, sotto una coperta termica, il corpo senza vita di Piscitelli. “È un momento di grande dolore, non mi fate parlare. Ho rispetto del vostro lavoro, ma voi dovete rispettare me”, le parole della sorella Angela a stemperare la tensione che si era creata poco prima con i giornalisti. Intanto sui social si moltiplicano, di minuto in minuto, gli omaggi all’ex capo ultras, sia da parte dei laziali, ma anche dei rivali romanisti o delle tifoserie straniere. “Il tuo nome, le tue gesta, il tuo vivere ultras resterà eterno”, scrivono alcuni. Un tifoso giallorosso, però, ricorda gli adesivi antisemiti affissi in Cura Sud con l’immagine di Anna Frank e scrive: “Adesso vacci tu sui santini mortuari. Firmato: Anna Frank”.

 

 

 

 

 

 

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