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Ondate di calore, è allarme a Roma: 122 morti anziani in più per caldo

Ecoitaliasolidale: nella Capitale solo 15% edifici ha copertura arborea adeguata"

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I dati diffusi dal Ministero della Salute, che registrano a Roma 122 decessi in più tra gli over 65 nel periodo compreso tra il 25 maggio e il 30 giugno, “rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Le ondate di calore stanno diventando una vera emergenza sanitaria e dimostrano quanto sia urgente affiancare agli interventi di assistenza una seria politica di adattamento climatico.” Lo dichiara Piergiorgio Benvenuti, Presidente nazionale di Ecoitaliasolidale. “Presentare il Piano Caldo quando l’emergenza è già in corso significa rincorrere gli eventi. Le misure di protezione per gli anziani e per le persone più fragili sono indispensabili, ma non bastano se non si interviene sulle cause che rendono Roma sempre più vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico. Accogliamo positivamente la trasformazione del Tiberis da semplice spiaggia urbana a Parco d’Affaccio, una proposta che Ecoitaliasolidale sosteneva da anni. Tuttavia, la risposta non può limitarsi all’inaugurazione di singoli parchi d’affaccio”, secondo Benvenuti. Roma, continua “ha bisogno di una visione complessiva e strategica attraverso la realizzazione del Parco Nazionale del Tevere, una grande infrastruttura verde capace di collegare il Tevere e l’Aniene, rafforzare il corridoio ecologico del centro Italia, aumentare le alberature, migliorare la qualità dell’aria, mitigare le isole di calore e rendere la Capitale più resiliente”. Occorre inoltre “adottare la strategia internazionale 3-30-300, elaborata dall’urbanista Cecil Konijnendijk, ormai riconosciuta come uno dei modelli più efficaci di pianificazione urbana: almeno tre alberi visibili da ogni abitazione, una copertura arborea del 30% in ogni quartiere e un’area verde di qualità raggiungibile entro 300 metri da ogni cittadino. Una strategia che migliora la salute pubblica, riduce le temperature urbane, aumenta la biodiversità e rafforza la qualità della vita”, spiega ancora Benvenuti. Roma “è ancora lontana da questi obiettivi. Solo il 15% degli edifici beneficia di un’adeguata copertura arborea, il verde urbano disponibile per abitante è inferiore alla media nazionale, le superfici artificiali occupano circa il 24% del territorio comunale e, dal 2006, sono andati perduti oltre 1.500 ettari di aree naturali e agricole – sottolinea la nota -. A ciò si aggiunge una crescente pressione sulla città dovuta all’impermeabilizzazione del suolo, alla riduzione delle superfici naturali e a una mobilità sempre più impattante, con veicoli di dimensioni crescenti che sottraggono spazio al verde e alla vivibilità urbana”. Per Ecoitaliasolidale “è necessario arrestare gli abbattimenti di alberi non strettamente necessari per ragioni di sicurezza, accelerare la sostituzione delle alberature rimosse, incrementare le nuove piantumazioni, rinaturalizzare le aree impermeabilizzate, sviluppare tetti e pareti verdi, creare nuovi corridoi ecologici e fare del Tevere la spina dorsale della rigenerazione ambientale della Capitale”. !I dati sulla mortalità dimostrano che il cambiamento climatico non è più soltanto una questione ambientale, ma una priorità sanitaria. Roma non può continuare a rincorrere le emergenze: servono programmazione, prevenzione e investimenti immediati – conclude Ecoitaliasolidale -. Il Parco Nazionale del Tevere, insieme all’applicazione della strategia 3-30-300 e a una forte tutela del patrimonio arboreo esistente, rappresenta una risposta concreta per costruire una città più verde, più resiliente e più sicura per tutti i cittadini, a partire dalle persone più fragili”.