Pamela era viva quando Oseghale tentò di sezionarla

Lo riferisce l'ex collaboratore di giustizia Vincenzo Marino, sentito per oltre due ore nel processo a carico del nigeriano

Innocent Oseghale raccontò di avere ucciso e fatto a pezzi Pamela Mastropietro ad un compagno di carcere, l’ex collaboratore di giustizia Vincenzo Marino, sentito oggi per oltre due ore nel processo a carico del nigeriano in Corte d’Assise a Macerata. Un racconto dettagliato e pieno di elementi macabri, a cui ha assistito in aula Alessandra Verni, madre della 18enne romana.

Marino ha raccontato che il nigeriano, dopo una prima coltellata alla ragazza sarebbe uscito alla ricerca di aiuto e una volta tornato in casa avrebbe cercato di sezionarne il corpo quando ancora la giovane era viva.

Poi l’avrebbe nuovamente accoltellata.

Marino, considerato un po’ il supertestimone dell’accusa, ha ricostruito i suoi rapporti con Oseghale, incontrato nel carcere di Marino del Tronto. E poi il racconto fattogli del nigeriano delle ultime ore di Pamela, dal primo approccio ai giardini Diaz all’invito a casa sua per consumare eroina il 30 gennaio. La prima coltellata sarebbe stata sferrata durante una colluttazione, perché Pamela voleva andarsene via. Marino ha parlato anche di un rapporto sessuale della vittima con Oseghale avvenuto mentre era sotto l’effetto della droga. Un racconto ritenuto “inattendibile” dall’avvocato Simone Matraxia, uno dei legali di Oseghale ma “fondamentale” dal legale della famiglia e zio di Pamela, Marco Valerio Verni.

Un racconto per altro smentito da un altro dei testimoni sentiti oggi, compagno di cella di Oseghale: “mi disse che aveva fatto a pezzi Pamela ma che non l’aveva uccisa”.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna