Il Papa e il fine vita, il Vaticano: dove è la notizia?

Per molti oltre le Mura Leonine è stata semplicemente ribadita la dottrina della Chiesa in fatto di eutanasia e fine vita.

Papa francesco

Nulla di nuovo sotto il sole. Da più parti in Vaticano, teologi, bioeticisti, esperti di diritti umani, dicono che non c’è nulla di “rivoluzionario” nelle parole di Papa Francesco ieri sul fine vita. E’ stata semplicemente ribadita la dottrina della Chiesa in fatto di eutanasia  e sui momenti finali della nostra esistenza.

Il fatto è che, con un papa innovativo e che rompe gli schemi come Francesco, certe parole vengono lette da gran parte dei mass media con una lente particolare.

E comunque il can can suscitato dalla leggere a Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita e tra i vescovi più dialoganti della Chiesa, risente del dibattito sul fine vita. La legge infatti è ferma in Parlamento, anche per l’opposizione di alcuni settori più oltranzisti di Alleanza Popolare.

E’ chiaro comunque che ad oggi non sempre facile scegliere tra accanimento terapeutico, cure compassionevoli e diritto soprattutto durante le fasi terminali. E’ attorno a questo aspetti che si gioca il magistero della Chiesa, che esclude sempre e comunque l’eutanasia.

Per Alberto Gambino, presidente dell’associazione Scienza e Vita, Alberto Gambino, il Pontefice “ha voluto ancora una volta richiamare la centralità della persona umana e la promozione del suo bene integrale come criterio fondamentale per discernere la ‘proporzionalita” degli interventi medici, nei casi clinici concreti – ha affermato -. Tale percorso di discernimento, a volte difficoltoso e complesso, deve continuare a compiersi all’interno di quella preziosa ‘alleanza per la vita’ che fonda il rapporto tra paziente e medico, in costante dialogo tra loro, per la salvaguardia della vita e della salute”.

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