Parco del Collatino: preso d’assalto dai vandali, devastati i bagni e i cestini

Le strutture inaugurate solo due mesi fa, ma non ancora aperte al pubblico,  del Parco archeologico di Roma Est, che ospita una parte dell'antica via Collatina, oggetto di un blitz di devastazione di bande di giovani 

È un’oasi di verde e di storia in un lembo di periferia della città di nuova espansione. I 22 ettari del Parco archeologico di Roma Est, che ospita una parte dell’antica via Collatina, sono sta ti presi d’assalto dai vandali. L’ultimo blitz ha visto la devastazione della porta dei bagni a lato del nuovo bar che deve essere ancora inaugurato. I cestini sono stati divelti e gettati per terra, l’immondizia dei pic nic e dei pasti del fast food sono stati lasciati sull’erba.

E ci sono anche bande di ragazzi, sedicenni, che a gruppi prendono di mira i piccioni prendendoli a calci, Nadia Nappi, del Comitato di quartiere, rilancia le immagini degli atti vandalici sui social network. “Il Parco archeologico è un gioiello di natura e reperti storici, inaugurato formalmente ad agosto e in attesa di vedere completate le procedure per l’affidamento dei relativi servizi, come il bar e i campi sportivi – spiega a ‘Il Messaggero’ – Ci troviamo di fronte a una situazione paradossale perché l’inutile scorrere del tempo fa sfumare l’opportunità data alla cittadinanza di godere di questo luogo”.

Il taglio del nastro della struttura avvenne infatti l’11 agosto di quest’anno, alla presenza dell’ex sindaca della città. Virginia Raggi. “La parte oggi vandalizzata venne inaugurata ad agosto, ma chiusa lo stesso giorno con i New Jersey messi davanti all’entrata per evitare che qualcuno potesse andarci – spiega sempre a ‘Il Messaggero’ Nicola Franco, neoeletto presidente del VI Municipio – Questo gesto fece arrabbiare un po’ tutti: se si tengono le strutture chiuse è ovvio possono esser prese di mira dai vandali”.

Sabato 27 ottobre proprio Franco ha fatto un sopralluogo nel Parco archeologico insieme alla polizia locale per cercare di capire quale fosse la reale entità dei danni e la linea da seguire per aprire il punto ristoro nel più breve tempo possibile. “Vorrei fare in modo che il Municipio possa prendere incarico l’area, così da poter assegnare l’onere del chiosco ad alcuni gestori che possono mantenere pulito il parco – spiega – Vorrei coinvolgere anche le associazioni e le altre realtà del territorio. Non appena la Giunta sarà pronta, porteremo al primo ordine del giorno la costituzione di un bando di gara per rendere vivo il parco e impedire così il proliferare dei vandali. Sono amareggiato di quanto accaduto, perché un parco così bello è il fiore all’occhiello di un quartiere in continua espansione e movimento. Sarà mio preciso impegno portare in Giunta questa situazione, coinvolgendo anche il Dipartimento Programmazione e attuazione urbanistica che ha materialmente possesso del parco”.

Ma quello dell’area verde non è il solo caso: in tutto il municipio ci sono tra 30 e 40 strutture polifunzionali finite ma mai prese in carico. I vandali hanno distrutto la porta del bagno del bar del parco, ma c’è chi ha fatto anche qualcosa in più, approfittando dei social network diventati indirettamente complici delle imprese dei teppisti.

Lo stesso Franco racconta l’episodio con una nota di stupore. “Pochi giorni fa una mucca di plastica installata al Centro commerciale Roma Est, proprio vicino al Parco archeologico, è stata presa e caricata su un autobus. Alcuni ragazzi hanno registrato la loro impresa sui social. Sono tutte bande di sedicenni e diciassettenni. C’è un problema sociale da affrontare e dobbiamo iniziare a lavorare nelle scuole. Bisogna responsabilizzare i ragazzi con l’educazione civica, visto che c’è chi si crede di diventare eroe spaccando lampioni e panchine. Dobbiamo invertire questa rotta. Oltre alle scuole, l’associazionismo e le parrocchie possono svolgere un ruolo davvero importante”.

“Se non si fa la manutenzione arrivano i ragazzi che vengono definiti in modo eufemistico come “stanchi e annoiati” e che iniziano a rompere tutto – spiega Dario Musolino, presidente del Comitato di quartiere – Noi continuiamo a segnalare i casi di degrado, proprio come avvenuto al parco archeologico. Non ci piace affatto che gli spazi comuni vengano vandalizzati in questo modo, perché un luogo che può essere di aggregazione poi si trasforma in uno spazio abbandonato”.

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