“Pd dovrebbe imitare Casapound”, bufera nel partito per frase Astorre

Il senatore, in corsa per la segreteria del Lazio, spiega su Facebook: "Un' iperbole, Casapound andrebbe messa al bando" e sui diritti civili "non si arretra di un millimetro".

Il Pd alla prova delle primarie
Il Pd

Il Pd? “Dovrebbe imitare Casapound. I diritti civili? Roba da Parioli, non del popolo”. Ed è subito bufera tra i dem, perché a pronunciare queste parole non è un esponente del movimento di estrema destra ma il senatore Bruno Astorre, corrente Areadem, in questi giorni in corsa per la segreteria del Pd del Lazio. Più tardi lo stesso Astorre preciserà su Facebook: “Una iperbole, Casapound andrebbe messa al bando” e sui diritti civili “non si arretra di un millimetro”.

Ma intanto sul parlamentare è partito il fuoco di fila interno, a partire dal rivale diretto nella corsa al Pd regionale, il deputato d’area Orfini-Renzi Claudio Mancini: “Separare i diritti civili dai diritti sociali è incompatibile con i valori di una moderna forza progressista. A forza di essere subalterni agli argomenti della destra si finisce a parlare bene di Casapound”.

Astorre era intervenuto ieri sera a una iniziativa politica a Viterbo. Con lui lo stato maggiore del partito viterbese, compresa l’assessora regionale Alessandra Troncarelli (il governatore Zingaretti non ha un candidato ufficiale alla segreteria regionale, ma è in buoni rapporti a livello nazionale con Areadem): “So’ fascisti, è vero – aveva detto Astorre, secondo quanto riferisce la testata locale Tusciaweb – ma tante volte dovremmo imitare Casapound per il loro modo di stare in mezzo alla gente. Come diceva Ugo Sposetti (storico tesoriere diessino ed esponente di spicco della sinistra viterbese, ndr) i diritti civili sono roba da Parioli, non del popolo. La gente ha anche bisogno di sicurezza. Un tema che non possiamo lasciare solo a Salvini. La sicurezza in casa propria e per strada è un problema che le persone sentono. In politica, sicurezza e lavoro devono essere gli argomenti principali. Trump c’ha vinto le elezioni”.

Frasi, è lo stesso Astorre a spiegare più tardi sui social, parte di “un ragionamento più ampio e articolato”: “Casapound è una organizzazione nazi-fascista lontana chilometri dai miei valori. Il mio riferimento era alla presenza quotidiana tra le persone, il Pd ha dato troppo l’impressione di andare col cachemire”. Resta il tema dei diritti civili, su cui arriva l’affondo della deputata turborenziana Patrizia Prestipino: “Rimango basita. Questi argomenti lasciamoli alla Lega di Salvini”.

A stretto giro Astorre rilancia su Facebook: “Sui diritti abbiamo fatto tanti passi avanti – sottolinea – ma avremmo potuto e dovuto fare di più”. Poi il ringraziamento a Monica Cirinnà, la senatrice dem che ha firmato la legge sulle unioni civili. A gettare acqua sul fuoco accorre il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, marito di Cirinnà: “Una frase sicuramente infelice ma che non bisognerebbe decontestualizzare. Questi figuri di Casapound hanno occupato uno spazio che una parte della sinistra ha colpevolmente lasciato vuoto”.

Intanto però la campagna per la segreteria del Pd Lazio prende velocità: è di ieri il ricorso presentato da Mancini per una questione legata al pagamento di un ‘pacchetto’ di tessere che avrebbe snaturato il voto dei circoli nel VII Municipio di Roma, assegnando così ad Astorre il primato cittadino. A livello regionale il senatore ha vinto il primo round del congresso: gli iscritti gli hanno assegnato il 60,5%, contro il 32,21 di Mancini e il 7,19 di Andrea Alemanni, il vicepresidente del II Municipio vicino a Matteo Richetti. Le primarie si terranno il 25 novembre. (fonte Ansa)

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