Pd preme su Zingaretti ma governatore ha ancora dubbi

Via libera a primarie.M5s divisi ma Di Maio, "consolidare legame"

Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti inaugura un nuovo centro vaccini all'Auditorium Parco della Musica di Roma

Non si arresta il pressing del Pd su Nicola Zingaretti per convincerlo ad accettare la candidatura a sindaco di Roma. Ma il governatore della Regione Lazio continua ad avere dubbi che la sua discesa in campo si trasformi in una polveriera per l’alleanza nella giunta regionale tra Pd e M5s. Il percorso, costruito con contatti tra i vertici dem e lo stato maggiore M5s, che immagina il governatore in carica anche durante la campagna elettorale per non allineare il voto per il Campidoglio con quello della Pisana, non convince del tutto l’ex segretario Pd. Ieri sera con l’ultima riunione del tavolo locale del centrosinistra sulle regole, si alzera’ il sipario sulle primarie del 20 giugno e da domani ogni giorno e’ utile per capire chi davvero scendera’ in campo.

Da giorni Enrico Letta e il responsabile Enti locali, Francesco Boccia sono al lavoro per costruire le migliori condizioni possibili per facilitare il presidente della Regione nella scelta. L’idea, come spiega oggi Boccia, e’ che M5s con Raggi e Pd corrano divisi al primo turno per il Campidoglio e “chi andra’ al ballottaggio sono sicuro che sara’ sostenuto dall’altro”.

Un messaggio, rivolto anche agli elettori del centrosinistra, che guarda al progetto nazionale di alleanza Pd-nuovo M5s targato Giuseppe Conte. “Zingaretti contro Raggi a Roma? Dovete chiedere al Pd – ha spiegato Luigi Di Maio, anche lui impegnato a tessere la tela dell’alleanza -. Non e’ vero che ho chiesto 24 ore per riflettere. Non ci sono annunci da fare oggi, ma c’e’ da consolidare il legame fra queste forze politiche”.

E se a Roma un’intesa e’ da escludere al primo turno, a Napoli ci sono lavori in corso per un candidato comune, sia esso il presidente della Camera, Roberto Fico o l’ex ministro Gaetano Manfredi. Ma se i vertici M5s non sbarrano la strada a Zingaretti, sfidanti e avversari ribollono. “Pd e M5S si alleano nel Lazio, poi il presidente Pd se ne va per correre contro M5s a Roma, ma non molla subito la poltrona per garantire elezioni con candidato M5s. Il protagonista si e’ dimesso da segretario Pd vergognandosi perche’ parlavano solo di poltrone”, attacca Enrico Costa di Azione che vede da tempo in campo a Roma Carlo Calenda, alleato con Italia viva.

“No a norme ad hoc per Zingaretti”, avverte Maurizio Gasparri. Ma al senatore forzista replica il Nazareno con il deputato Enrico Borghi: “Si capisce che l’ipotesi di una candidatura autorevole e forte come quella di Zingaretti spaventi la destra, ma la vogliamo rassicurare. Il Pd non ha alcuna intenzione ne’ volonta’ di modificare nessuna norma vigente” al contrario della destra, rimarca, “abituata alle norme ad personam”. Anche nel Movimento c’e’ gia’ chi esce allo scoperto contro “puri accordi di palazzo”: “E’ veramente incomprensibile che ci sia qualcuno che immagina di far cadere anzitempo la Regione Lazio. Il tutto perche’? Per trovare un nome – Zingaretti – da opporre a Virginia, una sindaca coraggiosa e determinata”, attacca la senatrice Giulia Lupo. Ma i pontieri sono al lavoro per placare gli animi e costruire un percorso comune anche per le elezioni in Regione, da ipotizzare tra dicembre e marzo magari con una staffetta al vertice tra i due partiti. Scenari ancora futuribili mentre si mette in moto, da domani, la macchina delle primarie a Roma con gazebo all’aperto, nella migliore tradizione, e in piu’ la possibilita’ di voto on line. Obiettivo, dichiarato nella carta d’intenti della coalizione, costruire “Roma capitale del lavoro, equa ecologica e accogliente”.

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