17 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Per Conte arriva la fiducia ma è solo il primo round

Con 156 voti a favore e 140 contro il governo Conte traballa ma resta in piedi

Il governo Conte ha ottenuto la fiducia al Senato con 156 voti favorevoli, 140 contrari e 16 astenuti.

Ora dovrà onorare le promesse fatte a coloro che hanno rimpiazzato lo strappo di Renzi.

La presidente Elisabetta Casellati ha riammesso al voto i senatori Riccardo Nencini e Alfonso Ciampolillo, che in un primo momento erano rimasti esclusi dopo la seconda chiama. Ciampolillo, ex esponente del M5s, aveva chiesto di votare proprio mentre Casellati stava per dichiarare chiusa la seduta. La presidente aveva quindi chiesto di vedere la registrazione video della seduta.

“Comprendo la diffidenza ma il mio appello” ai parlamentari “è un invito franco, trasparente ed aperto”, aveva detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della replica alla discussione generale sulle sue comunicazioni in aula al Senato, chiedendo il sostegno del legislativo. Il capo dell’esecutivo ha però rimarcato che “ci sono tutti i margini per lavorare in modo trasparente” attraverso “un patto di legislatura su cui continueremo a lavorare”. Conte ha quindi annunciato una prossima discussione su come “rafforzare la squadra di governo”.

Il presidente del Consiglio rivolgendosi al leader di Italia viva, Matteo Renzi, nel corso della replica in aula al Senato, ha affermato: “Non mi sembra che quando abbiamo trattato temi concreti non si sia trovata una soluzione”. La bozza del Recovery “era il frutto di un primo confronto fra tutti i ministri”, ha aggiunto il capo del governo ricordando il suo appello a “confrontarsi” e rimarcando che il testo è stato migliorato “grazie anche al vostro contributo, ma nessuno può avere pretesa della verità e delle soluzioni più proficue per il Paese”. Parlando poi ai parlamentari di Iv, Conte ha detto: “Ho difeso le vostre ragioni anche contro altre forze politiche e non avete mai trovato porte chiuse. Ma avete scelto la strada dell’aggressione e degli attacchi mediatici”. In riferimento allo strappo di Italia Viva, sancito dal ritiro delle ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, il capo del governo ha puntualizzato: “Rispettiamo questa scelta ma possiamo dire che forse non è la migliore negli interessi del Paese”.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014